Centro di Referenza Regionale Avvoltoi e rapaci alpini

Monitorare le presenze, gestire ritorni naturali e reintroduzioni

Gipeto | F. Panuello

L’Ente di Gestione delle Aree Protette delle Alpi Marittime nel 2016 è stato individuato dalla Regione Piemonte come titolare del Centro di Referenza denominato “Avvoltoi e rapaci alpini” in associazione con l’Ente di Gestione delle Aree Protette delle Alpi Cozie e coordina il monitoraggio delle specie in tutto il territorio regionale a esclusione del territorio del suddetto Ente associato.

Le Aree protette delle Alpi Marittime sono state co-protagoniste a partire dagli anni '80 del Novecento a di un progetto internazionale promosso dalla Vulture Foundation Conservation per la reintroduzione del più grande avvoltoio delle Alpi, il gipeto (Gypaetus barbatus). Questo rapace si era estinto sull'arco alpino all’inizio del Novecento a causa della spietata caccia attuata nei suoi confronti. Nelle Alpi Marittime le ultime osservazioni risalgono agli anni ‘30. Al momento sono 43 (dati al 2015) i gipeti rilasciati nell’area Marittime-Mercantour e ormai 6 i giovani che si sono involati in natura nelle Alpi Meridionali.

Un altro avvoltoio è in espansione oggi nelle Alpi Marittime, il grifone (Gyps fulvus), che con i suoi circa 2 metri 80 cm di apertura alare, è uno dei più grandi e maestosi avvoltoi europei.
Come il gipeto, si nutre esclusivamente di carcasse che avvista in volo grazie all'eccezionale vista. A differenza del gipeto è un animale gregario; infatti non è raro osservarlo posato o in volteggio in gruppi numerosi.
Estinto quasi ovunque in Italia, è stato oggetto di progetti di reintroduzione in Friuli-Venezia-Giulia, Abruzzo, Calabria e Sicilia, mentre in Sardegna è presente una piccola popolazione autoctona ma ancora a rischio di estinzione.

Per quanto riguarda il territorio delle Aree Protette delle Alpi Marittime e le aree limitrofe (come la vicina Valle Stura di Demonte), da diversi anni si osservano, soprattutto durante i mesi estivi, numerosi esemplari provenienti dal confinante territorio francese dove la specie nidifica su vertiginose pareti rocciose.

Tutte le osservazioni effettuate dal personale dell’Ente o comunicate con segnalazioni da collaboratori esterni vengono archiviate in appositi database e costituiscono una base fondamentale per lo studio della specie, in forte espansione negli ultimi anni.

Tutte le segnalazioni con indicata la località di avvistamento possono essere inviate a: fabiano.sartirana@parcoalpimarittime.it | 0171 978809.