Aree e siti archeologici

Aisone, Chiusa di Pesio, Valdieri, Benevagienna

Area archeologica Flamulasca

Vicino alla sede del Parco Marguareis, a Chiusa di Pesio, nella località Roccarina, è allestito un villaggio preistorico che si ispira al vicino insediamento del Monte Cavanero. Un sito in cui, nel 1991, è stato ritrovato un deposito (tecnicamente: ripostiglio) con manufatti di bronzo, ambra e vetro. La collezione (319 reperti) è esposta presso il Complesso museale Avena a Chiusa di Pesio.

Presso l'area archeologica si svolgono attività didattiche per le scuole, laboratori e vi si svolgono rappresentazioni in costume a cura dell'associazione culturale Flamulasca.

Nella località Roccarina si possono inoltre visitare un'antica fornace di calce e la grangia certosina del Castellar, da cui si gode di uno straordinario panorama.

Gruppi e scuole possono fruire di una tettoia attrezzata con fontana e servizi igienici. All'interno della sede, su prenotazione (tel. 0171 976865), è disponibile un'aula didattica che ospita due esemplari di orso bruno di epoca preistorica.


Area archeologica di Valdieri e mostra permanente

L'area archeologica si trova lungo la strada vecchia per Andonno, all'interno di una suggestiva conca ampia e ben esposta alle pendici della Rocca San Giovanni e della Punta Saben, si trova un antico cimitero preistorico: è la necropoli di Valdieri, cuore dell'area archeologica. Le campagne di scavo condotte tra il 1984 e il 2001 dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte, hanno portato all’individuazione della necropoli a cremazione, utilizzata nell’età del Bronzo Recente (1.350-1.200 a.C.) e Finale (1.200-900 a.C.) e poi nuovamente nell’età del Ferro (625-475 a.C.). Sono stati rinvenuti undici sepolture a incinerazione, un cenotafio (tomba vuota, generalmente costruita per dare un luogo di riposo simbolico agli individui morti lontano dalla propria comunità o rimasti privi di sepoltura) e alcune fosse rituali. All’interno di pozzetti scavati nel terreno venivano collocati i vasi cinerari che raccoglievano le ossa e le ceneri dei defunti insieme agli oggetti di corredo. Nel corso dei secoli, il rituale funerario e le modalità di raccolta dei resti del defunto hanno subìto significative modificazioni. Alla più antica fase di utilizzo dell’area sepolcrale sono pertinenti due sepolture, di un bambino e una donna anziana, con pochi e semplici oggetti di corredo: un ago in osso e frammenti di bronzo, tra i quali si distingue probabilmente un torques, elemento collegato forse al riconoscimento del rango del defunto. L’utilizzo del piccolo cimitero prosegue nell’età del Bronzo Finale, con un ampliamento dell’area destinata alla necropoli; le fosse rituali, con all’interno frammenti di vasi e resti di ossa bruciate, indicano come all’interno della necropoli si svolgessero anche riti in memoria dei defunti. Dopo un’interruzione di circa trecento anni, nell’età del Ferro, vengono costruiti una serie di recinti in muratura a secco, che delimitano le aree occupate dalle tombe, coperte da un piccolo tumulo di terra. In questo periodo, la lastra in pietra che nelle fasi precedenti sigillava la tomba è sostituita da materiale deperibile (legno, cuoio) e i corredi si fanno più ricchi, con fibule in bronzo, bracciali (armille), spilloni e anelli a globetti. La peculiare posizione dell’area sepolcrale, posta alle pendici delle montagne al riparo dalle inclemenze del clima, il lungo arco cronologico di utilizzo del sito, l’esiguità del numero di sepolture, la presenza di sepolture infantili e la caratteristica composizione di alcuni corredi fanno ipotizzare che la necropoli di Valdieri dovesse ospitare individui che all’interno della propria comunità avevano svolto un ruolo particolare e quindi godevano di una speciale considerazione. I recinti funerari della necropoli sono visibili al pubblico, protetti da una struttura in legno. Un pannello informativo illustra le caratteristiche principali del sito archeologico. I corredi funerari, insieme alle ricostruzioni della necropoli e a molte altre informazioni sono esposti presso il Museo della Resistenza e del Territorio di Valdieri.

Al sito della necropoli nell’estate 2013 si è affiancata la presenza della ricostruzione fedele di un edificio dell’età del bronzo, insieme a orti, recinti per gli animali domestici e una fornace, allestimenti che attraverso animazioni e specifici programmi pedagogici, rivolti in particolare alle scuole, permettono di rivivere momenti ed esperienze simili a quelle dei nostri antenati del 1200 a.C.