Centro di Referenza Regionale Avvoltoi e rapaci alpini

Monitorare le presenze, gestire ritorni naturali e reintroduzioni

Gipeto | F. Panuello

L’Ente di Gestione delle Aree Protette delle Alpi Marittime nel 2016 è stato individuato dalla Regione Piemonte come titolare del Centro di Referenza denominato “Avvoltoi e rapaci alpini” in associazione con l’Ente di Gestione delle Aree Protette delle Alpi Cozie e coordina il monitoraggio delle specie in tutto il territorio regionale a esclusione del territorio del suddetto Ente associato.

Le Aree protette delle Alpi Marittime sono state co-protagoniste a partire dagli anni '80 del Novecento a di un progetto internazionale promosso dalla Vulture Foundation Conservation per la reintroduzione del più grande avvoltoio delle Alpi, il gipeto (Gypaetus barbatus). Questo rapace si era estinto sull'arco alpino all’inizio del Novecento a causa della spietata caccia attuata nei suoi confronti. Nelle Alpi Marittime le ultime osservazioni risalgono agli anni ‘30. Al momento sono 43 (dati al 2015) i gipeti rilasciati nell’area Marittime-Mercantour e ormai 21 i giovani che si sono involati in natura nelle Alpi Meridionali al 2021.

Un altro avvoltoio è in espansione oggi nelle Alpi Marittime, il grifone (Gyps fulvus), che con i suoi circa 2 metri 80 cm di apertura alare, è uno dei più grandi e maestosi avvoltoi europei.
Come il gipeto, si nutre esclusivamente di carcasse che avvista in volo grazie all'eccezionale vista. A differenza del gipeto è un animale gregario; infatti non è raro osservarlo posato o in volteggio in gruppi numerosi.
Estinto quasi ovunque in Italia, è stato oggetto di progetti di reintroduzione in Friuli-Venezia-Giulia, Abruzzo, Calabria e Sicilia, mentre in Sardegna è presente una piccola popolazione autoctona ma ancora a rischio di estinzione.

Per quanto riguarda il territorio delle Aree Protette delle Alpi Marittime e le aree limitrofe (come la vicina Valle Stura di Demonte), da diversi anni si osservano, soprattutto durante i mesi estivi, numerosi esemplari provenienti dal confinante territorio francese dove la specie nidifica su vertiginose pareti rocciose.

Per maggiori informazioni vi invitiamo a consultare le pubblicazioni Avvoltoi Piemonte, infoMIGRANS, infoGIPETO e il sito dell'International Bearded Vulture Monitoring Network.

Tutte le osservazioni effettuate dal personale dell’Ente o comunicate con segnalazioni da collaboratori esterni vengono archiviate in appositi database e costituiscono una base fondamentale per lo studio della specie, in forte espansione negli ultimi anni.

Inoltre da più di 30 anni, in Valle Stura di Demonte si tiene il campo di monitoraggio della migrazione post-riproduttiva dei rapaci diurni, coinvolgendo sia esperti ornitologi che giovani volontari. Questa attività è molto importante per capire l’andamento di questo fenomeno nel corso degli anni e per raccogliere importanti dati sulle specie che dal Nord Europa e dall’Italia vanno a svernare nell’africa sub-sahariana. Il campo si tiene dalla seconda metà di agosto fino alla prima settimana di settembre e, oltre alle specie più avvistate come il falco pecchiaiolo e il biancone, si possono avvistare specie meno comuni come il falco della regina, il falco pescatore e il nibbio reale.

Per tutte le segnalazioni con indicata la località di avvistamento e per informazioni sul campo di monitoraggio scrivere a: fabiano.sartirana@areeprotettealpimarittime.it.