Anche il Parco al Convegno della VCF

Progetto gipeto

Gipeto adulto | F. Panuello.

Il 13 novembre si è svolto un webinar tecnico internazionale sul gipeto, organizzato dalla Vulture Conservation Foundation, Fondazione internazionale impegnata nella conservazione delle quattro specie di avvoltoi europee: Gipeto (Gypaetus barbatus), Grifone (Gyps fulvus), Avvoltoio monaco (Aegypius monachus) e Capovaccaio (Neophron percnopterus). La VCF ha una vasta esperienza nell'allevamento, reintroduzione e protezione degli avvoltoi nel loro habitat naturale e collabora in sinergia con tanti enti internazionali che perseguono le stesse finalità. Anche il nostro Ente, quale Centro Referenza Regionale Avvoltoi e rapaci alpini, ha partecipato al meeting internazionale. Fabiano Sartirana, funzionario tecnico del Servizio Conservazione delle Aree Protette Alpi Marittime, ha presentato (dal minuto 34 del video) il lavoro di monitoraggio del gipeto sulle Alpi Occidentali nel corso del 2020, realizzato congiuntamente con l’Ente di Gestione delle Aree Protette delle Alpi Cozie.

Ricordiamo che le Aree protette delle Alpi Marittime, sono state co-protagoniste a partire dagli anni '90 del Novecento del progetto internazionale promosso dalla stessa Vulture Foundation Conservation per la reintroduzione del gipeto sulle Alpi. Questo rapace si era estinto sull'arco alpino all’inizio del Novecento a causa della spietata caccia attuata nei suoi confronti.
Sono 24 i gipeti rilasciati, tra il 1994 e il 2015, nel Parco delle Alpi Marittime dove finora non sono state registrate riproduzioni che sono avvenute, invece sul versante transalpino del confinante Parc national du Mercantour.

In Piemonte e, più precisamente in Provincia di Torino nel 2019, è avvenuta la prima riproduzione con successo della specie, che si è ripetuta anche quest'anno.

Il monitoraggio del gipeto si svolge principalmente attraverso le osservazioni effettuate dal personale degli Enti parco, con le segnalazioni di collaboratori esterni, di frequentatori della montagna. I dati raccolti vengono archiviati in una banca dati che è lo strumento essenziale per seguire l'evoluzione del progetto di reintroduzione dell'avvoltoio.

La specie è in espansione su tutto l'arco alpino compreso anche il Piemonte, dove nel settore occidentale (dalla Valle Susa alla Valle Tanaro) durante il censimento internazionale del 3 ottobre scorso sono stati censiti 12 esemplari come emerge dall'intervento di Sartirana.


Pubblicata il 24/11/2020
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