Le Alpi del Mediterraneo all’esame dell’Unesco

Un tour di nove giorni tra le Alpi Marittime e la Costa Azzurra

Un tour di nove giorni tra le Alpi Marittime e la Costa Azzurra. Per conoscere i luoghi, e in particolare i siti più importanti dal punto di vista della geologia, e per incontrare gente: sindaci, operatori turistici, guide naturalistiche, personale delle aree protette…

Un viaggio nello spazio, che ha toccato gli otto siti – li ricordiamo: Argentera - Mercantour, Marguareis -Toraggio, Ours - Grammondo, Daluis, Peira - Cava, Peille, Grande Corniche, Cap Ferrat - Canyon de la Roya – che sotto la denominazione comune di Alpi del Mediterraneo sono candidati all’inserimento nella lista dei beni naturali per il Patrimonio mondiale dell’Umanità. Ma anche un viaggio nel tempo, poiché i luoghi elencati rappresentano altrettante tappe evolutive di un processo, durato oltre 400 milioni di anni, che ha visto il susseguirsi di tre cicli geodinamici e ha infine portato alla nascita di un nuovo mare, l’attuale Mar Ligure, con conseguente frattura tra i rilievi di Corsica e Sardegna e le montagne del continente, evento che è elemento basilare della candidatura.

Dal 13 al 21 settembre, Josè Brilha, geologo, professore all’università di Minho (Braga - Portogallo) e Josephine Langley, inglese, esperta in biodiversità con oltre quindici anni di attività nei campi della gestione e conservazione delle risorse naturali, hanno percorso le Alpi del Mediterraneo in lungo e in largo e con ogni mezzo di trasporto: non solo auto e fuoristrada, ma anche barca ed elicottero. I due studiosi, inviati dall’Unesco per una prima valutazione, hanno iniziato la loro visita dalla Valle Gesso. Dopo una lunga ricognizione in elicottero tra la catena alpina e la costa, sono scesi a piedi dal Druos al Valasco, venendo così a contatto con il cuore del massiccio cristallino dell’Argentera. Un lungo trasferimento lungo la ex rotabile militare Limone – Monesi ha permesso, nonostante condizioni meteo non favorevoli, di prendere visione degli spettacolari altopiani del Marguareis e di raggiungere, dopo una sosta sulla cima del Saccarello, il borgo ligure di Triora. Qui, come già in un precedente incontro a Terme di Valdieri, i verificatori si sono confrontati con amministratori e imprenditori locali.

“Sicuramente le caratteristiche geologiche di questo territorio sono molto particolari, e credo sarebbe opportuno che esse venissero valorizzate, a prescindere dal successo o meno della candidatura”. Così il professor Brilha al termine dell’incontro. Convinzione che si è rafforzata dopo la visita ai siti del lato francese. Momento clou l’uscita in barca al largo di Montecarlo, nel corso della quale il professor Mascle ha illustrato con l’ausilio delle carte da lui stesso realizzate gli andamenti dei canyon sottomarini della Roya e di Monaco. Mascle, con i colleghi Guido Gosso dell’Università di Milano e Jean-Marc Lardeaux dell’Università di Nizza, ha fornito per l’intera visita l’indispensabile supporto scientifico, mentre Paolo Salsotto, presidente delle Aree Protette delle Alpi Marittime e del GECT Alpi Marittime Mercantour, ha guidato l’equipe di rappresentanti dei partner coinvolti nella candidatura (insieme al GECT, il Parco delle Alpi Liguri e la Provincia di Imperia, il Département des Alpes-Maritimes e la Fondazione Principe Alberto II di Monaco). “I verificatori, come è giusto che sia, non si sono sbilanciati. Ora – spiega Salsotto – dobbiamo attendere che l’iter di candidatura faccia il suo corso. A fine dicembre ci sarà un incontro del gruppo di esperti designati dall’Unesco che, in base al resoconto della visita ma non solo, dovrà esprimere il proprio parere. Per il verdetto definitivo dobbiamo aspettare la prossima estate. Attendiamo con fiducia, convinti di aver fatto quanto era nelle nostre possibilità per far sì che la candidatura avesse successo”.


Pubblicata il 27/09/2018