Auguri Parco del Marguareis!

40 anni di tutela e valorizzazione del territorio

Il 28 dicembre 1978, 40 anni fa, nasceva il Parco naturale dell’Alta Valle Pesio. È stata la prima area protetta della provincia di Cuneo, una delle prime sei istituite dalla Regione Piemonte a quel tempo presieduta da Aldo Viglione che, al suo fianco, aveva Luigi Rivalta, assessore e architetto illuminato, “padre” della Legge n. 43 del 1975 con la quale venne disegnato il sistema regionale dei Parchi e delle Riserve naturali.

Il Parco dell’Alta Valle Pesio nasceva su un territorio di 2650 ettari e aveva per simbolo la fritillaria, uno dei tanti fiori rari di quest’area straordinaria, specie che fiorisce a giugno, simile a un tulipano, ma originale per la sua corolla pendula, gialla con disegni a scacchi. Il Parco venne istituito perché in quel piccolo spazio si concentrano un’eccezionale varietà di aspetti naturali, ovvero di un’elevatissima biodiversità. A livello paesaggistico ha avuto grande influenza il contrasto tra la testata della valle rocciosa, arida, carsica e la straordinaria ricchezza di vegetazione che caratterizza il resto del territorio.
Con una serie di provvedimenti legislativi, l’area protetta nel tempo assume nuove forme e denominazioni: Parco naturale Alta Valle Pesio e Tanaro e Parco naturale del Marguareis, arrivando a raggiungere la superficie di 7900 ettari. Fa parte della storia recente il suo inserimento nell’Ente di gestione delle Aree Protette Alpi Marittime di cui fanno parte anche il Parco naturale Alpi Marittime e sette Riserve naturali disperse su tutto il territorio provinciale.

Sabato 29 dicembre, a Chiusa Pesio, si celebra l’anniversario dell’istituzione dell’area protetta che da quattro decenni tutela questo straordinario angolo di Alpi, conduce progetti di educazione ambientale e di ricerca scientifica e contribuisce in modo importante alla valorizzazione e allo sviluppo sostenibile del territorio.
Nella sede di via Sant’Anna 43, alle 15.30, si ripercorreranno “40 anni di Parco e di Parchi” con Beppe Garnerone, collaboratore del presidente Viglione, Patrizia Rossi (prima direttrice del Parco), Patrizia Grosso (ex direttrice del Parco), Giuseppe Canavese (direttore Aree Protette Alpi Marittime), Paolo Salsotto (presidente Aree Protette Alpi Marittime, Alberto Valmaggia (assessore Parchi Regione Piemonte). Alle 17, “40 anni di Parco Marguareis” raccontati dagli ex presidenti e altri testimoni. Alle 18, il presidente della Regione, Sergio Chiamparino chiuderà l’incontro moderato dal giornalista Enrico Camanni. Seguirà un momento di festa con il concerto dei Cafè Express. L’ingresso sarà consentito fino ad esaurimento posti (100). È consigliata la prenotazione sulla piattaforma digitale “Eventbrite". Se vuoi festeggiare con noi: clicca qui e iscriviti!.

Di seguito la testimonianza di Patrizia Grosso, ex direttrice del Parco naturale Marguareis, pubblicata sul n. 4 di “maritTIME”, notiziario delle Aree Protette Alpi Marittime.

Parco naturale Marguareis: i nostri primi 40 anni
1978 Viene istituito il Parco Valle Pesio. Vado indietro con la memoria a quell’anno: ero un’adolescente, alle prese con la spensieratezza e i problemi di quell’età, che cominciava a guardare con interesse a quello che succedeva un po’ più in là della propria cerchia di amici e della città in cui viveva, ma che non poteva di certo immaginare che avrebbe trascorso tanta parte della propria vita lavorativa – per molti anni come direttrice – in un parco di montagna.
L’Italia nel ‘78 era alle prese con questioni che ne avrebbero segnato la storia, con il terrorismo e le sue vicende più tragiche, ma anche con una crescita economica oggi impensabile. In quell’anno un partigiano diventava Presidente della Repubblica e un prete polacco Papa. All’epoca, senza che questo coinvolgesse la coscienza della gran parte dei cittadini e facesse ancora nascere una vera consapevolezza, si stava sviluppando anche il fenomeno dell’ambientalismo e alcune delle neonate Regioni, tra cui il Piemonte, iniziavano a legiferare in tema di parchi e ne avviavano l’istituzione.
Già, proprio nel 1978, sotto la presidenza di un uomo intelligente e lungimirante come Aldo Viglione, nasceva il Parco Alta Valle Pesio, diventato ai giorni nostri, dopo molte vicissitudini, Parco del Marguareis. In quegli anni, in cui gli amministratori dovevano confrontarsi con un paese scosso da vicende epocali, qualcuno pensava alla protezione del territorio, vedendone, in modo illuminato, le opportunità per il futuro. È curioso notare che quegli stessi anni ’70 sono stati in Italia il periodo dell’esplosione delle città, dell’assalto di tanta parte di territori bellissimi, di una sciagurata speculazione edilizia… che contraddizione! Di questi 40 anni di Parco io ne ho vissuti personalmente poco più di venti e la prima sensazione che provo, ripensando a quello che è stato, è che anche di qui sono passate tante storie, così tante che faccio fatica a ricordarle tutte. I primi anni me li hanno raccontati i colleghi di allora; c’erano sette dipendenti, i locali della sede occupavano gli spazi che erano stati gli uffici della segheria di proprietà dell’Opera Pia Parroci, la stessa istituzione che era anche proprietaria dei terreni diventati parco. C’era tutto da inventare e tanto entusiasmo, tante aspettative. Sono stati anni di sperimentazione nella gestione di un territorio, di scelte che con il tempo si sono dimostrate valide e di altre che si sono ripensate. Era sicuramente un’epoca in cui l’azione concreta, anche se con metodi non sempre ortodossi, non subiva il rallentamento degli iter amministrativi di oggi, il più delle volte incomprensibili anche a noi che dobbiamo farci i conti.
Negli anni ’80 e ’90 sono state messe in campo risorse economiche importanti a favore dei parchi: in quegli anni sono stati assunti quasi tutti i dipendenti che ancor oggi, a parte pochi “fortunati” che sono andati in pensione, lavorano qui. I finanziamenti del Ministero dell’Ambiente e della Regione consentivano di realizzare tanti progetti, infatti quelli sono stati gli anni della ristrutturazione della sede, della costruzione o recupero di tanti fabbricati e infrastrutture destinati all’accoglienza dei turisti o alle attività economiche da sviluppare e sostenere, dell’avvio della ricerca scientifica, volta a conoscere a fondo le risorse naturali delterritorio e le interazioni fra di esse, per una loro tutela mirata e una gestione equilibrata. Nei primi anni ’90 il nostro è stato l’unico parco a essere riconosciuto dalla Regione come Laboratorio di Educazione ambientale, nodo vitale di una rete che univa in progetti condivisi comuni, enti e associazioni e che per anni ha offerto decine di esperienze di sensibilizzazione sul territorio di tutta la provincia di Cuneo, non limitandosi ai confini delle aree gestite.
Accennavo alle tante storie di questi 40 anni, avventure vissute sul lavoro e raccontate dai colleghi più anziani, e mi vengono in mente le storie di alcune persone che hanno lasciato una traccia importante nel percorso di questi anni e che non sono più con noi. Dal presidente Riccardo Mucciarelli, una personalità vulcanica che ha insegnato a tutti noi a lavorare per progetti, a immaginare l’impossibile per renderlo possibile, a non fermarsi ai primi ostacoli, anche a costo di frequenti scontri epici… Al collega Danilo Re, che ha dato il via nel parco agli studi in campo botanico, ripercorrendo le orme degli esploratori dell’Ottocento, che ci ha lasciato troppo presto, senza poter vedere i frutti del suo lavoro e in memoria del quale abbiamo ideato e ogni anno continuiamo a riproporre il Memorial, che riunisce i colleghi di tante regioni d’Italia e d’Europa. E ancora Angelo Morisi, ideatore dei corsi residenziali per studenti universitari sui licheni, appassionato conoscitore e divulgatore dell’importanza di quelle forme di vita spesso dimenticate, come insetti e macroinvertebrati, che ci indicano lo stato di salute di un ambiente naturale. E poi Livio Mano e Andreino Ponzo, con i quali non c’è stato il tempo di sviluppare tutte le idee immaginate e abbozzate... Le storie sono anche e soprattutto quelle delle cose fatte negli anni più recenti. Sono stati gli anni della spending review e, anche se non se ne parla più, lo sono ancora, eccome!
E così, con il taglio delle risorse in arrivo dalla Regione, sono aumentati i progetti finanziati con i fondi dell’Unione Europea, delle Fondazioni bancarie e di enti di livello internazionale. Sono stati anni entusiasmanti, in cui abbiamo spaziato dalla ricerca, e sue applicazioni pratiche, sulla flora o sul lupo all’organizzazione di eventi sul territorio sempre molto frequentati e apprezzati, dalla gestione del patrimonio boschivo al recupero di alcune importanti testimonianze storico-architettoniche della Valle Pesio, dalla ristrutturazione o costruzione di rifugi alpini alle attività didattiche con migliaia di bambini e ragazzi. Questi progetti ci hanno insegnato a lavorare in collaborazione con prestigiose istituzione internazionali, una fra tutte i giardini botanici inglesi di Kew, con altre aree protette, con gli operatori economici sul territorio, con associazioni sportive o culturali e hanno contribuito a far nascere forme di aggregazione innovative, un esempio fra tutti l’associazione fondiaria di Carnino.
Di sicuro, rispetto all’idea di un parco a protezione di un piccolo territorio e dei suoi boschi, c’è stata una grande evoluzione degli obiettivi da perseguire, a cui in tanti hanno dato il proprio contributo. Una caratteristica importante che ha contraddistinto il lavoro nel nostro parco è stata proprio la progettualità di tanti colleghi, fatta di proposte, idee, suggerimenti e lavoro in prima persona, tutti accomunati dalla volontà di crescere, di migliorare un territorio, la sua tutela e anche la sua fruizione. L’idea che chi nel parco ci ha lavorato e ci lavora ogni giorno cerca di far passare è che un’area protetta, come dice una pubblicità di questo periodo, non è un’isola, dovrebbe semmai costituire un luogo dove iniziare percorsi di gestione ambientale virtuosi da esportare all’esterno. Insomma, i parchi non come limite ma come un positivo motore di sviluppo.
Dal 2016 la famiglia si è allargata con il matrimonio con il Parco Alpi Marittime, una svolta che ha inciso sulle abitudini di tanti, che può essere un’opportunità per confrontare modi diversi di agire e che ha aperto nuove prospettive per il territorio. C’è ancora tanto lavoro da fare e l’aiuto di tutti è prezioso!
(Patrizia Grosso)






sabato 29 dicembre 2018
le Aree Protette Alpi Marittime
hanno il piacere di invitarla a festeggiare
i 40 anni del Parco Marguareis
presso la Sala incontri del Parco,
in Via Sant'Anna 34 a Chiusa di Pesio.


ore 15.30 > 40 anni di Parco e di Parchi
Intervengono: Beppe Garnerone, Patrizia Rossi (ex direttrice Parco Alta Valle Pesio), Patrizia Grosso (ex direttrice Parco Marguareis), Giuseppe Canavese (direttore Aree Protette Alpi Marittime), Paolo Salsotto (presidente Aree Protette Alpi Marittime), Alberto Valmaggia (assessore Parchi Regione Piemonte).

ore 17.00 > 40 anni di Parco Marguareis
Intervengono: ex presidenti dell’Ente e altri testimoni.

ore 18.00 > Conclusioni
Sergio Chiamparino (presidente Regione Piemonte).
Coordinamento: Enrico Camanni (giornalista e scrittore).

ore 18.30 > Cafè Express in concerto
A seguire aperiPARCO con prodotti locali.
Ingresso fino ad esaurimento posti (100).



Pubblicata il 20/12/2018