Censimento avifauna a Crava Morozzo

I dati del conteggio dei guardiaparco

Tuffetto. Foto Paolo Bolla.

La Riserva naturale Crava Morozzo ospita una delle aree umide più importanti del Piemonte, sia per i suoi ecosistemi sia per il suo ruolo di “posto tappa” o di svernamento degli uccelli migratori. Un flusso continuo che non conosce sosta e che ogni anno, in questo periodo, è monitorato dai guardiaparco.

Nella giornata di censimento, prevista all’interno di un protocollo internazionale, il personale delle Aree Protette Alpi Marittime, in collaborazione con la Lipu, ha contato 730 germani reali, 123 alzavole, 5 cormorani, 4 tuffetti, 3 canapiglie, 2 aironi bianchi e uno cenerino, una folaga.
Si tratta di consistenze non particolarmente significative. A ridurre le presenze è il clima mite che sta interessando le varie aree di partenza dei migratori del nord Europa. Condizioni eccezionali che non costringono gli uccelli a spostarsi a sud per superare l’inverno. Il comportamento dell’avifauna migratrice che è una risposta ai cambiamenti climatici in atto e le cui conseguenze sugli ecosistemi acquatici sono ancora da misurare.

I dati raccolti dalle aree protette del Piemonte confluiscono nelle banche dati del GPSO (Gruppo piemontese studi ornitologi), di Isprambiente e dell’International bird census.


Pubblicata il 16/01/2019