Agricoltori dalla Val Pesio a Parigi

Matteo Dalmasso e Giorgio Roggero finalisti al concorso Praterie fiorite

Roggero e Dalmasso (da sin.) e Cati Caballo (quarta) tecnico delle Aree Protette Alpi Marittime che ha seguito il progetto Praterie Fiorite.

Il primo marzo scorso, l’Ente di gestione delle Aree Protette delle Alpi Marittime e il Parc National du Mercantour hanno partecipato alla cerimonia nazionale di premiazione del concorso agricolo dedicato alle praterie fiorite; l’evento si è svolto alle porte meridionali di Parigi, presso il Salone internazionale dell'agricoltura.
Com’è ormai noto, questo concorso promuove gli allevatori che, attraverso la sola applicazione di corrette pratiche colturali, riescono a raggiungere un prezioso equilibrio agro-ecologico nelle loro praterie, conciliando le esigenze di un sistema orientato alla produzione con il mantenimento della biodiversità e l’arricchimento del paesaggio, “servizi” d’interesse pubblico che van ben oltre i confini dell’azienda agricola.
Alla manifestazione hanno partecipato l’allevatore del nostro territorio transfrontaliero primo classificato a livello locale, René Peglion, a capo de La Ferme St. Vincent di Sospel, e Matteo Dalmasso e Giorgio Roggero di Chiusa di Pesio, arrivati secondi pari merito.
Purtroppo il nostro portabandiera, tra i numerosi appartenenti alla categoria dei gestori di praterie di montagna e alta montagna sfalciate e pascolate, non è riuscito a emergere, ma per il gruppetto italo-francese è stata grande la soddisfazione di aver partecipato a una prova tanto seria quanto piacevole.

È apparso inoltre molto evidente l’effetto d’incoraggiamento generato da questa iniziativa a favore del mantenimento delle attività di sfalcio e pascolo; più volte, infatti, i partecipanti, provenienti dai territori più disparati, hanno sottolineato questo risultato nel corso dello scambio di esperienze tenutosi nella mattinata presso la Chambre de l’agriculture, nei pressi degli Champs Elysées.
La visita al Salone dell’agricoltura e una puntatina alla Tour Eiffel hanno messo la ciliegina sulla torta per quest’esperienza unica, tanto più per gli allevatori e i tecnici italiani, che per la quinta volta hanno potuto approfittare, grazie alla collaborazione transfrontaliera, di un’iniziativa simpatica e intelligente allo stesso tempo, senza alcuna corrispondenza, purtroppo, sul nostro versante.


Pubblicata il 07/03/2019