Ibis eremita, ospiti del nostro territorio

Gli animali sono monitorati grazie a un trasmettitore

Luigi 053 fotografato lo scorso 27 aprile a Orbassano (TO) | M. Gialdini.

Zampe rosse e lungo becco incurvato verso il basso, colore scuro e quelle inconfondibili piume sul capo: sono due gli esemplari di ibis eremita quelli avvistati nell'ultimo mese in frazione Merlo (Mondovì) e di cui molti cittadini monregalesi, incuriositi, hanno segnalato la presenza all’Assessorato all'Ambiente e ai giornali locali.

Gli ornitologi confermano: i due animali si chiamano #053Luigi e #060Leopold e sono precisamente il numero 53 e il numero 60 dei 155 esemplari al mondo di Geronticus eremita, seguiti dal progetto europeo di conservazione della specie “reason – Reintroduction of the Northern Bald Ibis in Europe”.

Portano con sé, tra le loro ali che possono arrivare ad un’apertura complessiva pari a circa 1,25 metri, un piccolo trasmettitore ad energia solare, che pesa circa 20 grammi e consente agli esperti e ai partner del progetto europeo di osservarne gli spostamenti.
L’Ibis eremita si nutre esclusivamente di vermi e larve di insetti, che cattura grazie al suo becco ricurvo scavando nel terreno.
Nella primavera 2013 l’intera popolazione mondiale selvatica di Ibis eremita con comportamento migratorio intatto era ridotta ad un unico individuo presente nel Medio Oriente: ciò significa che l’Ibis eremita come specie migratrice è di fatto estinta.
Tra le cause principali di morte di questi animali, il bracconaggio, oggi perseguito legalmente. Il progetto Waldrapp è il primo tentativo, su base scientifica, di reintroduzione di una specie migratrice nella sua area di origine (Austria, Germania, Mitteleuropa): vi hanno aderito partner da Austria, Germania e Italia, territorio che – come nel caso del territorio della Città di Mondovì - è spesso tappa del suo percorso migratorio.


Pubblicata il 21/08/2019