Esche avvelenate a Confreria, Cuneo

Reati

Esche avvelenate a Confreria, Cuneo. Il ritrovamento dei “bocconi” è avvenuto lo scorso fine settimana a seguito della segnalazione di un cittadino della zona ai Carabinieri forestali. L’Arma per la bonifica ha coinvolto il Centro referenza Grandi Carnivori della Regione Piemonte presso l’Ente Aree Protette Alpi Marittime, sede anche del Nucleo Cinofilo Antiveleno regionale.
Sul campo, insieme ad una pattuglia dei Carabinieri Forestali di Cuneo, è intervenuto un guardiaparco con il suo cane antiveleno Nala. L’animale è uno dei sei cani addestrati (gli altri sono: due dei Carabinieri forestali e poi della Città Metropolitana di Torino, dell’Ente Parchi Alpi Cozie e dell’addestratore Elio Martini) per la ricerca di esche avvelenate nell’ambito del progetto Life Wolfalps.

L’attività di bonifica ha consentito di trovare due “polpette” presumibilmente preparate con rodenticida ed indirizzate a colpire animali domestici della zona.

I Carabinieri hanno aperto un’indagine per risalire ai responsabili.

L’uso delle esche avvelenate, purtroppo in aumento, è una pratica illegale, barbara e rozza perché i veleni prima di indurre la morte procurano gravi sofferenze agli animali colpiti. Sono, inoltre, molto pericolosi sia perché possono entrare nella catena alimentare e uccidere chi si nutre di carcasse ma anche per l’uomo che accidentalmente manipola le esche e perché può contaminare l’acqua di falda.

In caso di ritrovamento di esche è importante segnalarle tempestivamente al sindaco del Comune in cui sono state individuate e/o al 112 cercando, se possibile, di georeferenziarle e fotografarle.

Guarda il video


Pubblicata il 02/10/2019