Il camoscio

Incontri ravvicinatissimi

Classe: Mammiferi
Ordine: Artiodattili
Specie: Rupicapra rupicapra
Nome comune: Camoscio alpino


Il camoscio è un ungulato (ossia un animale “provvisto di zoccoli”) appartenente alla famiglia dei Bovidi. Le sue caratteristiche anatomiche e morfologiche lo rendono perfettamente adatto a vivere nella fascia montana, fino a quote più elevate delle cime.
Maschi e femmine differiscono leggermente per dimensioni e peso.


Il suo manto è costituito da due tipi di pelo: quello più superficiale crea un isolamento termico che protegge l’animale; quello sottostante, fa da “coperta” in inverno e tende a diradarsi durante il caldo estivo. Il colore varia in base alla stagione: scuro, quasi nero in inverno, marroncino-rossastro in estate. Tipica della specie è la mascherina facciale, costituita da un contrasto tra fasce chiare e scure, che ne disegnano il muso. In entrambe i sessi sono presenti le corna, a sezione circolare e uncinate. Un’osservazione attenta di queste, porta facilmente all’identificazione di sesso ed età, nei maschi sono più robuste e uncinate (utile guardare la base delle corna, che per effetto della loro sezione sono più vicine).
Il camoscio appartiene al grande gruppo degli erbivori ruminanti, il cui stomaco si presenta suddiviso in quattro cavità. Si ciba principalmente di erbe secche, arbusti, licheni, aghi e germogli di conifere in inverno, per poi spaziare a germogli succosi ed erbe fresche con l’arrivo di primavera ed estate. In autunno, all’avvicinarsi dell’inverno, i maschi adulti diventano territoriali, marcando e proteggendo da altri maschi la propria zona, in attesa dell’arrivo delle femmine. L’accoppiamento avviene tra ottobre e dicembre e la gestazione dura circa 160/170 giorni. Le nascite dei piccoli vanno dalla metà di maggio alla metà di giugno.
Il camoscio, in natura, vive mediamente 14/16 anni.

Distribuzione e habitat

Oggi la specie si presenta ben distribuita sull’intera catena alpina. Ogni anno il nostro Parco conduce, nel mese di ottobre, un censimento della specie, finalizzato a monitorarne l’andamento dinamico e lo stato di salute. Attualmente la popolazione stimata all’interno dell’area protetta si aggira sui 3750 capi.
La fascia altitudinale frequentata varia dagli 800 m nel fondovalle agli oltre 3000 delle cime.
E anche gli habitat sono i più disparati: dal fitto delle faggete alle praterie d’alta quota, fino a pietraie e zone rocciose delle zone sommitali.

Un cuore grande così!

Tra le caratteristiche anatomiche del camoscio spiccano le dimensioni maggiorate del suo cuore che, associate a una notevole capacità polmonare e a un elevato numero di globuli rossi nel sangue, permettono all’animale di compiere sforzi – anche prolungati – a quote elevate.



Testo a cura di Marco Dogliotti.