Il colubro liscio

Incontri ravvicinatissimi

Classe: Rettili
Ordine: Squamata
Specie: Coronella austriaca
Nome comune: Colubro liscio


Il colubro liscio è un serpente innocuo per l’uomo, che appartiene alla famiglia dei Colubridi. La sua colorazione varia tra il bruno e il grigio, con macchie scure sparse sul dorso, mentre il ventre è generalmente brunastro negli adulti, rosso mattone nei giovani. Le sue dimensioni sono modeste, superando raramente i 70 cm di lunghezza.


La sua dieta è piuttosto varia: non disdegna piccoli roditori, ma le prede principali sono giovani esemplari di lucertola, ramarro, orbettino e vipera.
Si tratta di una specie ovovivipara, questo significa che la femmina trattiene e schiude le uova all’interno del proprio corpo, “partorendo” a fine estate da 5 a 15 piccoli già formati. Gli accoppiamenti avvengono in primavera.

Distribuzione e habitat

Nonostante la discreta, e a volte abbondante diffusione, questa specie è stata inserita nell’Allegato IV della Direttiva Europea Habitat, come pure protetta dalla Convenzione di Berna.
L'areale di distribuzione del colubro liscio risulta essere piuttosto ampio. Si estende infatti per gran parte dell’Europa, dalla Spagna fino al Caucaso.
È possibile incontrare questa specie dal livello del mare a oltre 2000 m di quota, ma tendenzialmente predilige fasce altitudinali superiori ai 700 m. Frequenta aree asciutte e soleggiate, come prati, pietraie, muretti a secco e radure, ma anche zone frequentate dall’uomo, come coltivi e giardini, dove abbondano le sue prede naturali.
Il colubro liscio è un animale tendenzialmente diurno, ma può spingere la sua attività ben oltre il crepuscolo. Attivo da marzo a ottobre, durante le stagioni fredde si ritira in anfratti ben protetti per svernare.

Ma che bella corona!

Il nome colubro liscio sta a indicare la presenza sul suo dorso di squame perfettamente lisce e lucide.
Il nome scientifico Coronella austriaca, invece, si rifà alla macchia nera sul capo, che ricorda una corona.
Grazie al suo mimetismo e alla sua indole tendenzialmente mite e schiva, risulta essere una specie poco osservata.



Testo a cura di Marco Dogliotti.