Le farfalle

Incontri ravvicinatissimi

Classe: Insetti
Ordine: Lepidotteri


Le farfalle sono insetti conosciuti in tutto il mondo, soprattutto per bellezza ed eleganza. Generalmente vengono suddivise in due grandi gruppi: quelle diurne (ropaloceri) e quelle notturne (eteroceri o falene). Il breve testo che segue si riferisce alle farfalle diurne.
Negli esemplari adulti il capo si presenta piccolo, con occhi composti, formati da una moltitudine di lenti esagonali (ommatidi). La loro visione è a colori. Le antenne, poste alla sommità del capo, hanno funzione tattile e olfattiva.


Le farfalle sono ghiotte di nettare, che succhiano attraverso una sorta di proboscide avvolgibile, detta spirotromba. Sul torace sono inserite due paia di ali, dai colori variegati, a seconda delle specie; solitamente le anteriori sono più grandi delle posteriori.
La funzione principale dell’adulto è quella riproduttiva.
Il ciclo biologico prevede anche una fase larvale, detta comunemente “bruco”. Durante questo periodo l’alimentazione è strettamente legata a una o poche piante nutrici. Raggiunto lo stadio di crescita adeguato, a seguito di numerose mute, il bruco si chiude in una sorta di bozzolo protettivo (crisalide), entro il quale avverrà la metamorfosi e la trasformazione in adulto (o immagine).
Purtroppo la bellezza e l’incanto di questi animali attira da sempre l’attenzione di molte persone, spesso di collezionisti, che senza scrupoli ne fanno man bassa per le loro raccolte.

Distribuzione e habitat

Le farfalle hanno una diffusione pressoché planetaria, suddivise in migliaia di specie. A livello nazionale, i ropaloceri a oggi conosciuti sono 276. Essi sono presenti in vari ambienti, dal livello del mare ad oltre 2000 m di quota, su Alpi e Appennini.
Ovviamente nelle regioni montane il fattore altitudine è decisamente limitante, ed il numero di specie diminuisce gradualmente con la quota.

Delicate come il burro

Le ali delle farfalle sono ricoperte da minuscole scaglie, che ne determinano colore e stato di salute. Se prese in mano, queste scaglie possono facilmente staccarsi, condannando l’animale a morte, in quanto non più in grado di volare in modo ottimale.
Gli esemplari adulti hanno una vita piuttosto breve, da poche ore a qualche mese. Alcune specie però adottano strategie particolari per superare la stagione critica, arrivando anche a un anno di vita.



Testo a cura di Marco Dogliotti.