La rosalia alpina

#incontriravvicinatissimi

Classe: Insetti
Ordine: Coleotteri
Specie: Rosalia alpina
Nome comune: rosalia alpina, cerambicide del faggio

Questo magnifico coleottero appartiene alla famiglia dei Cerambicidi.
È considerato tra i più eleganti e belli a livello europeo.
Presenta una colorazione inconfondibile, azzurro-cenere e nera, con piccoli ciuffi neri sulle antenne.
Può raggiungere i 4 cm di lunghezza, una dimensione di tutto riguardo all’interno dell’Ordine a cui appartiene. Carattere distintivo tra i sessi sono le antenne, più possenti e lunghe nei maschi.
La vita della rosalia alpina è strettamente legata all'albero di faggio – con rare eccezioni per acero, tiglio e castagno.

Alimentazione

In fase larvale la rosalia alpina è xilofaga, ovvero, si nutre di legno scavando lunghe gallerie in tronchi di alberi morenti o malandati.
In fase adulta, invece, la sua funzione è tendenzialmente finalizzata alla riproduzione. Comunque trae sostentamento dagli essudati, dalle foglie e dalla linfa degli alberi ospiti.

Riproduzione

A inizio estate, le larve che sono giunte a maturità, attraverso la fase metamorfica, liberano l’immagine (o adulto): immediatamente inizia la fase riproduttiva. Punti di rendez-vous vedono la presenza di diversi maschi e femmine. I maschi entrano in competizione tra loro scacciandosi a vicenda, mentre tentano di accoppiarsi con più femmine.
La fecondazione è interna. Una volta avvenuto l’accoppiamento la femmina cerca, tastando con l’addome, piccoli anfratti nella corteccia dell’albero su cui è posata, per rilasciare le uova. Le larve che ne deriveranno porteranno a termine il loro ciclo in circa tre/quattro anni.

Distribuzione, habitat e conservazione

La distribuzione della rosalia alpina è di tipo europeo-anatolica, presente in Europa centrale e meridionale, in Turchia, Siria e Caucaso.
A dispetto del nome, in Italia non è presente solo nelle regioni alpine, ma anche su gran parte della dorsale appenninica. Predilige foreste mature di faggio, tra i 600 e i 1600 m di quota.

Questo coleottero è piuttosto raro, minacciato in particolar modo dalla distruzione del suo habitat ideale. Essendo una specie strettamente legata ai boschi di faggio, la difficile sopravvivenza è dovuta al fatto che l’uomo utilizza questa essenza arborea da secoli.
La rosalia alpina è quindi inserita negli allegati II e IV della Direttiva Habitat.
Compare con lo status di “Minacciata” nella Red List IUCN.

Così appariscente da non passare inosservata

Data la sua eleganza e appariscenza è purtroppo molto ricercata in campo collezionistico ed entomologico. In più, è anche preda ambita, sia in fase larvale che adulta, da molte specie di uccelli insettivori.
Insomma...non ha certo vita facile!

Testo a cura di Marco Dogliotti.