Attività con le scuole locali
Una notte al Parco
Attività con le scuole locali
La classe terza della secondaria della Valle Gesso alla scoperta della sede operativa di Casermette: una notte in tenda per conoscere il Parco e chi ci lavora "da dentro".
L’ultimo anno della scuola secondaria di primo grado non chiude soltanto un ciclo di istruzione, ma anche un periodo della vita. Termina il tempo in cui “tutti i ragazzi e le ragazze della valle fanno le stesse cose”: da settembre, infatti, questi giovani adulti che oggi siedono insieme nella stessa classe saranno sparsi in scuole diverse in posti differenti, ciascuno intento a trovare il suo posto nel mondo, a inseguire i propri sogni e a coltivare i propri talenti.
Perché non offrire la possibilità ai giovani del territorio - prima che spicchino il volo - di scoprire per una volta “il Parco da dentro?". Di esplorare uffici, spogliatoi, laboratori, officine, freezer e foresterie ma soprattutto di incontrare il personale e di scoprire le moltissime professionalità diverse che fanno un’area protetta? Assamai che tra un laboratorio di falegnameria e uno per l’analisi genetica, tra visori notturni e visioni progettuali per il territorio qualcuno non trovi l’ispirazione e tra qualche anno non abbia voglia di provare un concorso… In effetti, perché no?
E’ quello che ci siamo detti a ottobre 2025, quando come ogni anno ci siamo seduti intorno a un tavolo per programmare le attività didattiche comuni con gli insegnanti dei plessi di valle dell’Istituto Comprensivo di Robilante. Detto, fatto. Grazie alla disponibilità niente affatto scontata dei professori Luca Borello e Francesca Palmiero (dove li troviamo altri due prof disposti a dormire in tenda?) abbiamo organizzato una due giorni di campeggio autogestito all’interno della sede operativa del Parco di Entracque, che ha messo a disposizione spazi e servizi. Per ventiquattr'ore, tra giovedì 21 e venerdì 22 maggio, gli undici alunni della terza hanno preso la residenza "alle Casermette".
Quando giovedì gli uffici si sono svuotati, dopo la dimostrazione di ricerca di bocconi avvelenati a cura del guardiaparco Mattia Colombo e del cane Argo, sono iniziate le operazioni di montaggio delle tende (la più storta, va detto, era di gran lunga quella condivisa dai prof e dal personale del Parco...) e di preparazione della cena. La cucina della foresteria si è animata di competenti cuochi e assaggiatori. Ciascuno ha portato qualcosa e mai si sono viste tanta abbondanza e tanta bontà in tavola (i gatti che hanno colonizzato in pianta stabile il cortile non credevano ai loro occhi).
Dopo cena, terminate le operazioni di sparecchiamento e pulizia, siamo partiti per un’escursione notturna dei dintorni, dove abbiamo sperimentato l’utilizzo del visore a infrarossi, controllato una cassetta nido per il monitoraggio del moscardino e ascoltato i versi degli animali notturni sia “live” sia prodotti da un emettitore. I lupi dell’area faunistica si sono sentiti chiamati in causa e hanno risposto con un coro di ululati. Dopo una veloce osservazione del cielo stellato ciascuno è andato nella tenda assegnata, in teoria con la consegna di dormire immediatamente. In teoria.
Alla mattina abbiamo fatto colazione analizzando i filmati da fototrappola nello spazio RicercAzione, insieme al guardiaparco Luca Caviglia. Anche i ragazzi hanno potuto sorprendere se stessi nella fototrappola che avevamo installato appositamente la sera prima nel cortile del Parco… scoprendo così l’effetto che fa essere ripresi di nascosto e facendosi due risate. Dopo l’incontro con un’équipe mista di ricercatori faunistici italiana, catalana e nederlandese, siamo partiti per una visita guidata dei laboratori e degli uffici. Claudio ci ha accolti nella falegnameria e dove ha contagiato tutti con la passione di creare con il legno e anche il desiderio di trasmettere la sua esperienza e il suo saper fare a qualcuno di motivato, che abbia voglia di imparare (a buoni intenditori, poche parole). Fabio e Ivan, di rientro da un primo round di decespugliamento intensivo, hanno raccontato il lavoro di manutenzione ordinaria e straordinaria che rende le aree attrezzate e i luoghi di pubblico accesso del Parco accoglienti e i sentieri percorribili.
All’interno degli uffici, Patrizia ha dimostrato con il suo racconto che una scienziata forestale, se ha la mente abbastanza aperta, può mettere a disposizione le sue competenze in ambiti apparentemente lontani da quelli che ha studiato: oggi gestisce una parte del personale e si occupa dell’equipaggiamento e attrezzatura del settore tecnico e dei guardiaparco - e non è male conoscere per studio ed esperienza i materiali da acquistare. Marco e Livio hanno spiegato come funzionano la progettazione e il reperimento dei fondi necessari per i lavori straordinari su beni mobili, immobili e rete sentieristica e come funziona il processo di autorizzazione per le attività che si svolgono nel Parco. Daniela, Simone e Francesca hanno raccontato il percorso attraverso il quale da un’idea si passa a un progetto finanziato, realizzato e rendicontato fino all’ultima fattura.
Dopo una seconda inaspettata colazione a base di brioche gentilmente offerte da Patrizia (ti vogliamo bene), abbiamo fatto rotta a piedi verso Valdieri e verso la scuola: speriamo che l’esperienza sia piaciuta ai ragazzi tanto quanto è piaciuta a noi e che sia servito attraversare le recinzioni fisiche della sede per andare oltre anche ai limiti mentali che molto spesso creano distacco fra un’area protetta e il suo territorio. Per quanto ci riguarda, se troveremo sempre insegnanti così generosi e disponibili, ci piacerebbe che il campeggio dentro al Parco diventasse una bella tradizione da ripetere ogni anno con le classi terze del plesso di valle.
Arrivederci, ragazzi: in bocca al lupo per l’esame e… magari ci vediamo tra qualche anno come colleghi!














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