Conservazione

Un pipistrello raro e minacciato vola in Piemonte

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La nottola gigante è stata registrata per la prima volta nel 2025 sulle Alpi piemontesi. Un dato che potrebbe indicare la presenza di una popolazione estiva ancora da studiare.

La Riserva Rocca San Giovanni-Saben vista dalla cima del Monte La Piastra | G. Bernardi

Studiare i pipistrelli non è semplice. Animali prevalentemente notturni, per orientarsi, comunicare e cacciare utilizzano principalmente gli ultrasuoni, suoni che l'orecchio umano non è in grado di percepire. Proprio questo particolare sistema di comunicazione ha però permesso ai ricercatori di individuare una specie estremamente rara in Italia e, fino a poco tempo fa, sconosciuta in Piemonte: la nottola gigante (Nyctalis lasiopterus).

I risultati della ricerca iniziata nel 2024 sono raccontati nell'articolo Summer presence of Greater Noctule Nyctalis lasiopterus (Schreber 1780) in NW Italy (Chiroptera: Vespertilionidae).

La nottola gigante è il più grande pipistrello europeo: può raggiungere gli 8-10 centimetri di lunghezza, con un'apertura alare tra i 41 e i 46 centimenti e un peso corporeo compreso tra i 50 e i 70 grammi. È inoltre una specie minacciata, classificata come Vulnerabile a livello globale e considerata in pericolo anche in Italia, dove risultano solo 30 segnalazioni confermate, comprese quelle storiche.
In Piemonte fino a poco tempo fa la specie era ritenuta assente, salvo una segnalazione del 2021 nei pressi di Casale Monferrato.

La nottola gigante è una specie migratrice: mentre in estate è stabile in colonie in cui si riproduce, in autunno intraprende lunghi spostamenti verso i siti di svernamento. Più precisamente, le popolazioni principali sono migratrici di lungo raggio tra l'Europa nord-orientale e l'Europa sud-occidentale; è il pipistrello europeo che detiene il record per la maggior distanza di migrazione, con spostamenti che possono arrivare a 2500 chilometri! Esistono però, in particolare nell'Europa meridionale, alcune popolazioni stanziali.

Per questo motivo, trovare la nottola gigante in Piemonte durante la stagione migratoria, anche se raro, non sarebbe necessariamente sorprendente; potrebbe trattarsi semplicemente di un individuo in transito.

È invece molto più interessante quanto emerso dai rilevamenti effettuati nel corso del progetto BatEchoNet, una rete di monitoraggio acustico dei pipistrelli nel Nord-Ovest italiano, avviata dall'Associazione Chirosphera insieme all'Università del Piemonte Orientale che vede la collaborazione di diversi enti, tra cui le Aree Protette Alpi Marittime. Attraverso l'utilizzo di appositi rilevatori di ultrasuoni, i bat-detector, vengono studiati i chirotteri e in tre aree di studio piemontesi è stata rilevata la nottola gigante!

La specie è stata segnalata a Valdieri, nella Riserva Naturale Rocca San Giovanni-Saben, nell'ottobre 2025, probabilmente il passaggio di un esemplare in migrazione o di un giovane in dispersione.

Quanto avvenuto nel Bosco dell'Alevè (Valle Varaita, Parco del Monviso) è però molto più rilevante: la nottola gigante è stata registrata a 1.500 metri di quota nel luglio 2024, nello stesso sito precisamente un anno dopo e, nell'agosto 2025, anche a quota 1.900 metri!

Non si tratta quindi di una singola osservazione occasionale durante il periodo delle migrazioni: la specie è stata rilevata in piena estate e nello stesso territorio in anni diversi.
È proprio questo elemento a rendere i risultati particolarmente interessanti. La presenza estiva potrebbe infatti essere il segnale che la nottola gigante non frequenta il Piemonte esclusivamente come specie di passaggio, ma che alcune aree delle Alpi piemontesi potrebbero essere utilizzate regolarmente durante la stagione riproduttiva.

Non è ancora possibile stabilire se sia effettivamente così, ma l'ipotesi più interessante - che verrà approfondita - è quella dell'esistenza di una popolazione estiva, eventualmente riproduttiva.

La scoperta è importante anche per un altro motivo. La nottola gigante è una specie forestale normalmente associata alle formazioni di conifere e latifoglie termofile. Il Bosco dell'Alevè, invece, è una grande foresta di pino cembro (Pinus cembro) in alta quota, la più grande in Italia e una delle più estese in Europa. I rilevamenti sembrano quindi suggerire che la specie possa utilizzare habitat differenti da quelli a cui viene tradizionalmente associata. I dati ottenuti non solo confermano la presenza della specie in Piemonte, seppure sporadica e da approfondire con ulteriori studi, ma aprono anche nuove domande sulle sue esigenze ecologiche e sulla scelta degli habitat.

Infine, una segnalazione è stata registrata anche a Santena (Prov. Torino), dove la nottola è stata rilevata in un ambiente periurbano, nei pressi di un parco storico caratterizzato dalla presenza di alberi secolari e circondato da aree coltivate. Anche questo è un dato curioso perché suggerisce che la specie non dipenda necessariamente da grandi complessi forestali continui, ma che piccoli nuclei di alberi maturi che sopravvivono all'interno di paesaggi agricoli e aree antropizzate possono rappresentare delle vere e proprie "isole forestali", capaci di offrire rifugio a pipistrelli e altri animali.

La scoperta più importante, concludono gli autori della ricerca, è che la nottola gigante sembrerebbe essere presente anche nel Nord Ovest italiano non solamente come specie di passaggio durante le migrazioni, ma anche durante la stagione riproduttiva estiva e quindi, ipotesi ancora da verificare, potrebbero esserci piccole popolazioni isolate. Gli autori sottolineano la necessità di ulteriori ricerche per comprendere se la presenza estiva sia regolare, se effettivamente ci siano colonie riproduttive, quale sia la consistenza delle possibili popolazioni piemontesi di nottola gigante e quali siano gli spostamenti stagionali dei singoli individui.

Nonostante ci siano approfondimenti da fare, lo studio dimostra per la prima volta in modo documentato che la nottola gigante frequenta in estate il Piemonte alpino, arrivando almeno a 1.900 metri di quota nell'area del Bosco dell'Alevè, e apre la possibilità che le Alpi piemontesi ospitino una presenza estiva finora largamente sfuggita ai rilevamenti.


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Ultimo aggiornamento: 17/09/2026

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