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Recupero ambientale e manutenzione al Bivacco Baus

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Il CAI Ligure interviene al Bivacco Baus all'Argentera: rimosse anche le lamiere del "canile". L'operazione sottolinea la necessità di rispettare i ricoveri d'emergenza non custoditi.

Bivacco del Baus | M. Contarino.

Nei giorni scorsi, la sezione del CAI Ligure Genova è intervenuta al bivacco del Baus (dedicato agli alpinisti Franco Piana, Giorgio Nicora e Lorenzo Pomodoro), situato a 2.668 metri alla base del versante orientale del Monte Argentera. I volontari e i tecnici della sezione proprietaria della struttura hanno riparato la porta d'accesso, che presentava problemi di apertura, risistemato e ripulito gli interni e condotto la raccolta di rifiuti abbandonati nei dintorni della struttura.

Grazie all'ausilio dell'elicottero, la sezione CAI insieme ai rifiuti ha inoltre rimosso le lamiere del vecchio bivacco dismesso che gli alpinisti locali a causa delle dimensioni chiamavano “canile”. Un intervento per restituire integrità al paesaggio di alta quota, ma anche per eliminare un potenziale pericolo d'infortunio per gli escursionisti di passaggio e per la fauna selvatica locale.

L'operazione condotta al Baus in accordo con le Aree Protette Alpi Marittime è l’occasione per ricordare il corretto utilizzo delle strutture di ricovero incustodite in quota.

I bivacchi isolati e i locali invernali dei rifugi del Club Alpino Italiano — lasciati sempre aperti per garantire un riparo anche quando la struttura principale non è custodita — sono soprattutto presidi di emergenza concepiti per offrire riparo in caso di improvviso maltempo, infortuni o ritardi imprevisti lungo gli itinerari più impegnativi.

In quanto strutture non presidiate, la loro manutenzione si fonda sul senso di responsabilità individuale. Chi usufruisce di questi spazi deve adottare la stranota regola d'oro della montagna: lasciali in condizioni migliori di come li hai trovati.
Ricordiamo che è necessario riportare sempre a valle i propri rifiuti, evitando di cedere alla tentazione di lasciarli all'interno o nei pressi della struttura.

Nelle aree protette, ma sarebbe una buona pratica anche al di fuori di esse, è vietato accendere fuochi a terra (danneggiano la cotica erbosa, la microfauna e sporcano).

Le lamiere del vecchio bivacco dismesso


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Ultimo aggiornamento: 15/10/2026

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