Incontro con Bassam e Rami

A Chiusa di Pesio l'incontro coi candidati al Nobel per la Pace

Incontro con Bassam e Rami

Sono stati in visita a Chiusa di Pesio i due candidati al Premio Nobel per la Pace: due padri - uno israeliano e uno palestinese - uniti dalla morte delle loro figlie.

Nei giorni scorsi la biblioteca civica "E. Alberione" di Chiusa di Pesio ha ospitato un incontro speciale con Bassam Aramin e Rami Elhanan, candidati al Premio Nobel per la Pace.
L'iniziativa, organizzata dall'Istituto Comprensivo Chiusa di Pesio-Peveragno con la partecipazione attiva degli studenti,è stata un'occasione di dialogo e riflessione sui temi della pace, della riconciliazione e della convivenza. A guidare il confronto, insieme ai due protagonisti, Carola Benedetto e Luciana Cilento, autrici del libro "Mio padre, tuo padre" che racconta le loro storie.

Bassam, palestinese, e Rami, israealiano, sono due padri accomunati da una perdita incolmabile. Nel 1997 Rami ha perso la figlia Smadar, di appena 13, uccisa da un attentatore suicida a Gerusalemme; dieci anni dopo, nel 2007, Bassam ha perso Abir, la figlia di soli 10 anni, colpita mortalmente da un proiettile sparato da un soldato israeliano.

Un dolore immenso che, anziché trasformarsi in odio e desiderio di vendetta, li ha spinti a percorrere la strada del dialogo e della riconciliazione. Entrambi membri attivi del "Parents Circle - Families Forum", un'associazione che riunisce famiglie israeliane e palestinesi colpite dalla perdita di un proprio caro nel conflitto, Bassam e Rami viaggiano per il mondo per condividere la propria esperienza e "per testimoniare che un'altra via è possibile".

All'incontro, rivolto agli studenti e alle loro famiglie, hanno partecipato anche la dirigente scolastica Renata Varrone, il dirigente dell'Ambito Territoriale di Cuneo Umberto Pelassa, il Presidente delle Aree Protette delle Alpi Marittime Armando Erbì, il parroco don Federico Suria e i rappresentanti del Gruppo Avis Chiusa di Pesio, di Famiglie a colori e di EquAzione.

La giornata si è conclusa con un gesto dal forte valore simbolico: la messa a dimora di un mandorlo e di un ulivo nel Giardino dei Germogli di Pace. "Due alberi destinati a crescere fianco a fianco - le parole della vicesindaca di Chiusa di Pesio Daniela Giordanengo - a simboleggiare che la pace, come la natura, richiede cura, tempo e pazienza quotidiana".

Foto C. Addis


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Ultimo aggiornamento: 15/10/2026

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