Ricerca e valoirizzazione
Centro della Biodiversità Vegetale: un progetto di sistema a livello locale e regionale
Ricerca e valoirizzazione
Il CVB: una struttura sul territorio di Chiusa di Pesio di eccellenza scientifica e riferimento per la ricerca. Proseguono le iniziative e il confronto per realizzare il progetto.
Prosegue il percorso per la realizzazione del nuovo Centro della Biodiversità Vegetale "Émile Burnat" (CBV) a Chiusa di Pesio. Dopo i proficui incontri tra l'Ente di gestione delle Aree Protette Alpi Marittime e gli Assessori regionali Marco Gallo (Montagna, Aree Protette e Biodiversità) e Paolo Bongioanni (Parchi, agricoltura, commercio, turismo), lo scorso 23 ottobre la sede del Parco a Chiusa di Pesio ha ospitato un importante sopralluogo tecnico e istituzionale.
All’incontro hanno preso parte i rappresentanti dell’Ente Parco (Armando Erbì, Patrizia Grosso e Davide Barberis), dei Settori Vivai (Franco Brignolo, Eva Malacarne, Paolo Anselmo, Alessandro Tomatis) e Foreste (Enrico Gallo) della Regione Piemonte, unitamente al Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari (DISAFA) dell'Università di Torino con Gabriele Beccaro e Gabriella Mellano (Centro Castanicoltura di Gambarello).
Operativo dal 2009 all'interno del Parco naturale del Marguareis e riconosciuto ufficialmente dalla Regione Piemonte nel 2018 come Centro di Referenza, il Centro della Biodiversità Vegetale si attesta quale presidio di livello internazionale per il monitoraggio, la tutela e la conservazione della flora delle Alpi sud-occidentali.
L'attività scientifica del Centro per la biodiversità vegetale rende necessario l'ampliamento e l’ammodernamento di strutture e dotazioni e il pieno sviluppo delle sue potenzialità in vari ambiti. Il piano per la nuova sede di Chiusa di Pesio mira a creare un polo d'eccellenza regionale capace di integrare ricerca, sperimentazione agroforestale, tutela genetica, divulgazione ma anche un nuovo richiamo turistico sul territorio.
“L'incontro ha rappresentato un'importante occasione di confronto tecnico e istituzionale, consentendo di condividere lo stato di avanzamento del progetto, approfondire i contenuti e delineare le prospettive di sviluppo del futuro Centro della Biodiversità” spiega Armando Erbì, presidente APAM che prosegue: “Nel corso della riunione è emersa la volontà di costruire un percorso condiviso, di consolidare e ampliare le significative collaborazioni già in essere tra l'Ente, il sistema vivaistico regionale e il Settore Foreste della Regione Piemonte. Si tratta di rapporti costruiti e sviluppati nel tempo, fondati sulla condivisione di competenze, esperienze e obiettivi comuni, che costituiscono una solida base per nuove iniziative”.
Un ruolo importante per il Centro potrà essere svolto anche dall'Università degli Studi di Torino, attraverso il Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari (DISAFA), con particolare riferimento alle competenze e alle attività sviluppate nell'ambito del Centro per la Castanicoltura di Gambarello (Chiusa di Pesio). Il coinvolgimento del mondo universitario rappresenta un valore aggiunto per il progetto che potrà contribuire a rafforzare il ruolo scientifico del futuro Centro, promuovendo attività di studio, formazione e divulgazione, anche attraverso il coinvolgimento di ricercatori, studenti e operatori del settore.
“L'obiettivo è quello di fare del Centro della Biodiversità vegetale non soltanto una nuova struttura, ma un vero e proprio progetto di sistema regionale, capace di mettere in rete istituzioni, enti, università e realtà operative che, pur con competenze e funzioni differenti, condividono l'impegno per la tutela e la valorizzazione del patrimonio naturale piemontese. In questa prospettiva, il Centro dovrà diventare un luogo di incontro, confronto e collaborazione, nel quale le diverse componenti del sistema regionale possano operare insieme, condividendo conoscenze, risorse e strategie per lo sviluppo di nuove iniziative”, conclude Erbì.
La realizzazione del Centro rappresenta quindi un'opportunità non soltanto per l'Ente e per il territorio di Chiusa di Pesio, ma per l'intero sistema regionale, che potrà trovare in questa iniziativa un nuovo punto di riferimento per sviluppare attività condivise, valorizzare le esperienze esistenti e promuovere una visione integrata della tutela ambientale.