Come sta il cielo delle Alpi Marittime?

Rifugisti e Guide Parco custodi delle stelle

Come sta il cielo delle Alpi Marittime?

Per misurare la qualità del cielo notturno delle Alpi Marittime abbiamo chiesto aiuto a Guide Parco, privati e rifugi alpini: la risposta è stata sorprendente.

Montaggio dell'SQM al rifugio Valasco | I. Borgna

Chi ama la montagna conosce bene il fascino di una notte in quota. Alcuni dei ricordi più intensi di alpinisti ed escursionisti sono spesso legati alle stelle o alla luna viste "da lassù". Negli ultimi anni la montagna è diventata anche uno degli ultimi luoghi in Italia dove fare esperienza di una notte buia e di un cielo stellato… che in basso non ci sono più, cancellati entrambi dall’inquinamento luminoso.

Con il progetto Alcotra Cieli stellati/Trame noire abbiamo deciso di misurare quante stelle abbiamo perso e quante ne rimangono ancora sulle Alpi Marittime e Liguri. Per farlo è stato chiaro fin da subito che non sarebbe stato sufficiente utilizzare come siti di appoggio le strutture del Parco. Abbiamo allora chiesto aiuto a Guide Parco, volontari, privati e rifugi alpini del territorio delle Aree Protette delle Alpi Marittime. E la risposta è stata sorprendente.

Ci hanno aiutati in molti, decidendo di ospitare a titolo gratuito un Misuratore di Qualità del Cielo (in inglese: Sky Quality Meter, per gli amici: SQM) fisso oppure prendendo direttamente le misure a mano nelle notti di luna nuova. Oggi se andate a fare due passi a Terme di Valdieri potreste così scorgere un piccolo cilindro bianco che spunta da Casa Savoia, proprio lo stesso che sporge dai tetti dei rifugi Valasco, Remondino e Pian delle Gorre - fratello gemello di quello che fa capolino dall’Arbergh di Palanfrè e di quello che fino a qualche giorno fa era installato al Centro Fondo di Aisone (temporaneamente rimosso causa lavori al tetto). In qualche caso il montaggio è stato una passeggiata: strumento, computer, gruppo di continuità e cavi hanno collaborato perfettamente - e nel giro di mezz’ora ogni cosa funzionava a meraviglia. In altri casi ci sono volute azioni rocambolesche, imbragature, autostop - anzi: elistop - di vari pezzi in rifugio, interventi di parenti elettricisti (grazie papà di Andrea del Valasco e grazie fratello di Marco del Remondino!) prima che tutto iniziasse finalmente a funzionare.

Qualcuno, poi, ha messo a disposizione il suo tempo per prendere a mano le misure nelle notti senza luna: quando tutti i clienti erano ormai a nanna, Lorenzo al rifugio Dante Livio Bianco e Aladar al rifugio Pagarì hanno puntato un SQM manuale al cielo, si sono annotati le misurazioni e le hanno inviate al Parco.
Alcuni volontari dell'associazione "Amico Parco" e un motivato manipolo di Guide del Parco (in ordine alfabetico: Cristina, Daniele, Elisa, Franco, Noemi, Silvia e Stefania) hanno poi preso l’impegno di eseguire a turno le misurazioni a Tetti Gaina e a Esterate, permettendoci di “coprire” efficacemente ogni settore dei Parchi delle Alpi Marittime e del Marguareis ogni mese, a partire da maggio 2026.

Il risultato? Una con il rete di monitoraggio della qualità del cielo - complementare a quella già esistente in Francia - con 11 siti totali di rilevamento (il decimo SQM fisso sarà installato presso la diga del Chiotas, grazie alla collaborazione con ENEL Green Power). Questa rete ci ha permesso di “tastare il polso” del cielo notturno sopra le Alpi Marittime, raccogliendo 228.000 misurazioni complessive (utili per la calibrazione degli strumenti), di cui 59.000 valide per valutazione del cielo.

Come sta il cielo sopra le Alpi Marittime? Si attesta mediamente intorno al valore di 21.20 - che indica un cielo di ottima qualità, candidabile come Dark Sky Park, una prestigiosa certificazione internazionale rilasciata dalla Dark Sky International. Con un cielo da 21.20 si può ancora meravigliarsi della bellezza del firmamento e scorgere la Via Lattea, la cartina al tornasole di una notte ancora abbastanza integra da non interferire con la vita delle specie notturne e da garantire un ambiente salutare alle persone dopo il tramonto.

Per ora bene, ma bisogna stare in campana! Ed essere previdenti. Il problema è che se non facciamo qualcosa per migliorare l'illuminazione pubblica e privata, la situazione nei prossimi anni peggiorerà a causa dell’inquinamento luminoso, cioè delle emissioni di luce in atmosfera da strade e città. E attenzione: non si tratta solo del fatto che le stelle sbiadiranno (questo tutto sommato è l’ultimo dei problemi): quando parliamo di inquinamento luminoso, parliamo piuttosto delle sue conseguenze meno evidenti ma più gravi rispetto a salute pubblica, ambiente, soldi sprecati, emissioni evitabili (per saperne di più, vedere per esempio il sito dell' associazione Cielo Buio o quello della Dark Sky International).

Per questo, adesso che sappiamo com’è il cielo sopra le nostre teste dopo il tramonto, stiamo lavorando per censire l’illuminazione che lo rischiara: sapere cosa è installato sul territorio è indispensabile per gli amministratori per decidere dove e come intervenire sui propri impianti.

Ben poco di quello che sappiamo oggi avremmo potuto capirlo senza l’aiuto di Guide Parco, volontari dell'associazione Amico Parco, rifugisti custodi del cielo stellato: a loro va tutta la gratitudine del Parco in generale e dello staff del progetto Cieli stellati/Trame noire progetto in particolare. Mentre gli SQM continuano a misurare lassù, ci diamo l’appuntamento nei prossimi mesi a quote più basse, per eventi sotto alle stelle alla scoperta della biodiversità notturna.


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Ultimo aggiornamento: 29/10/2026

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