Camp transfrontaliero in Valle Stura

ACLIMO Challenge – Acqua e clima nelle Alpi

Camp transfrontaliero in Valle Stura

Tre giorni, venti adolescenti francesi e italiani, un camp in Valle Stura dedicato all’adattamento ai cambiamenti climatici e alla gestione sostenibile dell'acqua con il progetto Alcotra ACLIMO.

Da mercoledì 15 a venerdì 17 luglio 2026, un gruppo di 20 adolescenti francesi e italiani ha partecipato al primo mini-camp “ACLIMO Challenge – Acqua e clima nelle Alpi”, un camp transfrontaliero dedicato all’adattamento ai cambiamenti climatici e alla gestione sostenibile delle risorse idriche, finanziato nell’ambito del progetto europeo Alcotra ACLIMO. Attraverso numerose attività ed escursioni nella Valle Stura (Piemonte, Italia), i partecipanti hanno potuto approfondire le problematiche attuali legate alla salvaguardia delle risorse idriche in relazione al cambiamento climatico. Il gruppo, composto da 8 giovani francesi e 12 giovani italiani, insieme ai 4 accompagnatori franco-italiani, ha soggiornato al Wolf Village, struttura ricettiva situato nel comune di Demonte immersa nel verde della media valle dello Stura.

Giorno 1: il fiume e la sua biodiversità

Sulle rive del fiume, i partecipanti hanno svolto attività di osservazione della biodiversità acquatica. Attraverso prelievi e osservazioni ravvicinate, hanno potuto scoprire specie con cui non entrano abitualmente in contatto e comprendere come queste specie fungano da indicatori della purezza dell’acqua.
In serata, il gruppo ha scoperto il gioco Potamoi, uno strumento didattico ideato nell’ambito del programma Alcotra ACLIMO, che sensibilizza sui legami tra risorse idriche, cambiamento climatico e conservazione delle aree protette. Precedente.

Giorno 2: archeologia, agricoltura e stili di vita sostenibili

La giornata è iniziata con la visita alle grotte di Aisone, dove l’archeologa e Guida Parco Elisa Leger ha illustrato ai partecipanti la storia di queste grotte e dei loro abitanti nel Neolitico. Era inoltre presente un'équipe di archeologi e ricercatori dell’Università di Milano, impegnati in uno scavo sul sito. Ragazze e ragazzi hanno così potuto porre loro numerose domande sulla loro professione e sull’obiettivo di questi scavi.
Il pomeriggio è stato dedicato a un incontro con il signor Giorgio Arnaudo, allevatore di vacche piemontesi alla Comba, che ha condiviso la sua esperienza e le sue difficoltà relative all'attività economica e alla gestione dell’acqua in montagna alla luce dei cambiamenti climatici in atto. Il gruppo ha poi incontrato Barbara e Giancarlo: lei erborista, lui ex guardiaparco, impegnati insieme con il figlio Lucio in un percorso di autosufficienza energetica e alimentare: miele, acqua piovana raccolta e riutilizzata, orto... La coppia gestisce anche il Bed and Breakfast Notte Stellata, dove propone corsi di erboristeria e condivide il proprio stile di vita con i visitatori. La serata si è conclusa con un’attività dedicata ai chirotteri, animata da Mario Dalmasso, guardiaparco delle Aree Protette delle Alpi Marittime, seguita da una passeggiata notturna che ha permesso a ragazze e ragazzi di ascoltare e identificare le ecolocalizzazioeni con l’aiuto di un rilevatore di ultrasuoni, un piccolo dispositivo elettronico che rende udibili gli ultrasuoni emessi dai pipistrelli.

Giorno 3: il settore idrico e le sfide della sostenibilità

L'ultimo giorno è stato dedicato alla visita allo stabilimento Acqua Sant'Anna, seguita da un'intervista sugli impatti dell'insediamento di uno stabilimento di queste dimensioni in Valle Stura (storia della creazione dello stabilimento, trasporti su gomma con camion per consegnare le bottiglie in tutto il mondo, immissione sul mercato di montagne di plastica, ecc.). Con una produzione compresa tra 60.000 e 80.000 bottiglie d’acqua all’ora, lo stabilimento ha impressionato i partecipanti per le sue dimensioni e per la meccanizzazione quasi totale del processo produttivo. La visita è stata seguita da un dibattito sulla commercializzazione di un bene comune come l’acqua, durante il quale ciascuno ha potuto esprimere il proprio punto di vista.
Il pomeriggio, più rilassato, è stato caratterizzato da un’attività di rafting al Wolf Village, durante la quale i partecipanti hanno potuto scoprire tratti del fiume altrimenti inaccessibili via terra.
Questo mini-camp ha permesso ai partecipanti di comprendere concretamente le sfide legate all’acqua e al cambiamento climatico, attraverso una varietà di incontri ed esperienze sul campo!

Foto: Archivio APAM


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Ultimo aggiornamento: 29/07/2026

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