Gli uccelli

#incontriravvicinatissimi

Classe: Uccelli

La loro origine è antichissima e da sempre li ammiriamo e li conosciamo per le loro caratteristiche piuttosto uniche. Ogni popolo della Terra ha nel proprio bagaglio culturale una relazione stretta con molte specie appartenenti a questa classe. A oggi sono state classificate circa 10.000 specie sull’intero pianeta.

In ordine di apparizione: gru, folaga, martin pescatore, gallinella d’acqua, tuffetto, cormorano, merlo, picchio rosso maggiore, gheppio, averla piccola, storno, gracchio alpino, codirosso spazzacamino, piviere tortolino, aquila reale.

Descrizione

Tra le caratteristiche più note e comuni sicuramente spicca la capacità del volo e il dominio degli spazi aerei, grazie alla struttura alare che, nel lungo percorso evolutivo, li ha portati a tale conquista.
Altri aspetti che li contraddistinguono a livello anatomico sono certamente il becco e il corpo ricoperto da piumaggio (penne e piume). Attraverso il becco si definiscono specie legate a un preciso tipo di alimentazione e contemporaneamente a un habitat che frequentano assiduamente in cerca di cibo. Il piumaggio, invece, si differenzia in strutture atte alla protezione e all’isolamento termico (piume) e in strutture ben conformate (penne) a cui sono affidati compiti diversi. A titolo di esempio le remiganti, posizionate sulle ali, impartiscono la spinta motoria nel volo; le timoniere, sulla coda, sono quelle che ne governano la direzione; infine le copritrici sono quelle che coprono e proteggono il corpo dell’animale.

E ancora, tutti conoscono i fantastici colori, a volte davvero accesi e sgargianti, che molte specie presentano. Come pure le abilità canore, particolarmente melodiose in molti di loro. Non per ultima l’ innata capacità di spostarsi, anche per migliaia di chilometri, da un continente all’altro, in cerca di condizioni migliori al cambiare delle stagioni (migrazione).
Insomma, il mondo degli uccelli si presenta ricco di biodiversità e di caratteristiche uniche per l’intero regno animale.

Distribuzione, habitat e conservazione

Le Aree Protette Alpi Marittime presentano una varietà notevole di ambienti naturali, che vanno dalle zone umide e ripariali, come nella Riserva Naturale Crava-Morozzo, a quelle collinari, presso la Riserva Naturale Sorgenti del Belbo, per poi passare decisamente più in quota nell’orizzonte alpino, dominato dalle cime del Marguareis e dell’Argentera.
Ognuno di questi ambienti presenta habitat idonei a una varietà elevata di biodiversità, e gli uccelli ne sono una fetta decisamente importante. Molti uccelli acquatici, tra stanziali e migratori, popolano gli invasi d’acqua di Crava-Morozzo e le rive del torrente Pesio.
Tra questi, anatidi, ardeidi, limicoli e passeriformi vari. In zona collinare spiccano le specie legate al bosco, come molti passeriformi, ma anche rapaci sia diurni che notturni.
Nei boschi radi e nelle praterie alpine dominano invece quelle specie che hanno sviluppato particolari adattamenti alla vita in quota, come galliformi, passeriformi migratori, rapaci e corvidi.
Sicuramente l'altitudine è un fattore limitante, in quanto le estreme condizioni di vita a quelle quote selezionano un numero decisamente inferiore, tra specie animali e vegetali, in grado di poter sopravvivere. Ma gli uccelli, date le loro innate capacità di spostamento su lungo raggio, sono tra quelle forme che più di altri, possono sfruttare a proprio vantaggio le risorse naturali di questi ambienti sommitali, per scomparire all’avvicinarsi delle condizioni critiche invernali e tornare la poi primavera successiva.

Più che in altre forme di vita, nel mondo degli uccelli è palese quanto per loro i confini di Stato, e addirittura di continenti, non abbiano alcun senso. Soprattutto per le specie migratrici a lungo raggio. Alcune di esse possono trovare condizioni favorevoli in una parte del mondo durante i loro lunghi spostamenti, come pure condizioni disastrose dalla parte opposta.
A livello Europeo, in materia di conservazione della natura, proprio la Direttiva Uccelli è stata la prima a essere emanata, finalizzata alla protezione di molte specie a rischio di estinzione come pure degli Habitat fondamentali per la loro sopravvivenza. A seguire, con la successiva Direttiva Habitat, sono state create delle sinergie e delle interazioni tra le due, finalizzate a creare ulteriori e migliori standard di protezione e conservazione per molte specie.
A livello nazionale ci sono poi delle direttive interne in ambito di fauna selvatica, come la Legge 157/92 s.m.i., che norma la protezione della fauna omeoterma e ne governa il prelievo venatorio. Agli elenchi stilati, appartengono anche molte specie di uccelli.

Una bussola nella testa

In molti uccelli, soprattutto nei grandi volatori, alcune ossa dello scheletro sono cave (ossa pneumatiche), cioè prive di midollo osseo. Questo per favorire la leggerezza del corpo e diminuire gli sforzi per tenerlo in volo. A livello vertebrale, essi hanno più vertebre cervicali di tutti gli altri animali, permettendo così una maggiore flessibilità del collo.
Sono inoltre dotati di una vista molto sviluppata e a colori.
Nel loro encefalo, in punti ben localizzati, sono presenti sottilissimi aghi di magnetite che, interagendo con il campo magnetico terrestre, permettono loro di percorrere anche migliaia di chilometri nella giusta direzione.

Testo a cura di Marco Dogliotti.