Le orchidee

#incontriravvicinatissimi

Classe: Liliopsida
Ordine: Orchidales

Nell’immaginario collettivo alla parola “Orchidea” vengono immediatamente associate piante esotiche bellissime, dalle forme più impensate e colorazioni spettacolari. Infatti la maggior parte di esse cresce in zone tropicali e sub-tropicali di Asia, Centro e Sud America. In realtà la famiglia delle Orchidacee è considerata cosmopolita, in quanto diffusa in gran parte del pianeta, eccezion fatta per deserti e ghiacci. Se ne conoscono ben circa 28.000 specie.

Non tutti sanno che anche in Italia sono presenti molte specie di orchidee selvatiche, che vanno dalle coste marittime al limite dei ghiacci perenni, colonizzando habitat e nicchie ambientali diverse. Essendo il nostro Paese in una fascia climatica temperata, le dimensioni saranno però più contenute rispetto a quelle delle cugine tropicali. Se ne contano oltre 200, tra specie e sottospecie.

In ordine di apparizione: Dactylorhiza sambucina, Neotinea ustulata, Limodorum abortivum, Traunsteinera globosa, Himantoglossum hircinum, Dactylorhiza fuchsii, Gymnadenia corneliana, Ophrys apifera, Pseudorchis albida, Neottia nidus-avis, Epipactis helleborine, Orchis anthropophora, Cephalantera rubra, Gymnadenia conopsea, Serapias vomeracea, Orchis purpurea, Dactylorhiza fuchsii.

Descrizione

Si tratta di piante erbacee perenni, facili all’ibridazione e dai sorprendenti stratagemmi riproduttivi.
La struttura floreale è davvero complessa e variegata, presentandosi a volte molto difforme tra specie diverse. Su ogni fiore sono presenti gli organi riproduttivi sia maschili che femminili.
Caratteristico è il petalo centrale (labello) che assume forme varie.
Gli insetti pronubi sono fondamentali per la fase riproduttiva. Si tratta per lo più di Imenotteri, anche se sono state osservate impollinazioni da parte di Coleotteri, Ditteri e Lepidotteri. In alcune specie la disposizione di petali e organi riproduttivi è strettamente organizzata per ricevere precise forme di insetti. Tale specializzazione garantisce migliori risultati ai fini riproduttivi.
In alcuni generi, addirittura, la conformazione del fiore a livello del labello assume le sembianze e la colorazione di un particolare insetto o di un aracnide come in Ophrys apifera, Ophrys insectifera, Ophrys sphegodes, ... In questi particolari casi, il classico nettare zuccherino, non presente, viene sostituito dalle sembianze per attrarre gli impollinatori (orchidee ingannevoli).

Distribuzione, habitat e conservazione

A livello nazionale la presenza di orchidee è segnalata un po' in tutte le regioni, dal livello del mare alle praterie d’alta quota.
Alcune di esse hanno un’ampia distribuzione, essendo molto comuni. Altre invece sono molto più rare, addirittura endemiche, con presenze localizzate e circoscritte.
A seconda delle varie specie, vengono colonizzati ambienti completamente differenti tra loro. Alcune orchidee prediligono il sottobosco ombreggiato, come la Corallorhiza, la Scarpetta di Venere, le Epipactis, il Limodoro e la Neottia. Altri esemplari, invece, preferiscono terreni aperti e molto umidi, prossimi a paludi o invasi d’acqua, come molte Dacttylorhize; altre ancora, radure collinari, fino a quelle di prateria soleggiata d’alta quota, su Alpi e Appennini, come il Coeloglossum, le Nigritelle, la Traunsteinera, lo Pseudorchis, ...

In tutte le Regioni italiane le Orchidee appartengono alla categoria delle “Specie Protette”. Pertanto ne è vietata la raccolta e la detenzione sia dei fiori che dei semi.
Inoltre, nell’allegato II della Direttiva Europea Habitat, risultano protette almeno cinque delle specie presenti in Italia.

Dal greco ὄρχις

“Orchidea” deriva dal greco ὄρχις (orchis) = testicolo.
Fu Teofrasto, filosofo greco del VI/V sec. a.c. che per primo battezzò in tal modo questi fiori, alludendo alla similitudine tra i bulbi ovali presenti nell’apparato radicale con le ghiandole maschili.
Inoltre, nelle Orchidacee è particolarmente diffusa la “simbiosi micorrizica”, costituita da convivenza e interazione tra le radici delle orchidee e particolari microfunghi del suolo. Questo rapporto simbiotico è di fondamentale importanza soprattutto nella fase germinativa dei semi.

Testo a cura di Marco Dogliotti.