Dare valore ai servizi ecosistemici del bosco

Gestione forestale: le sfide del presente

Dare valore ai servizi ecosistemici del bosco

Docenti di altissimo profilo e clima informale per una giornata dedicata alla comprensione della multifunzionalità del bosco e al riconoscimento economico dei servizi ecosistemici che ci offre.

Un momento del convegno | R. Zerbetto

Venerdì 31 maggio la scuola forestale di Ormea ha ospitato il convegno: "Gestire i boschi in modo climaticamente intelligente: le sfide tra foreste e carbonio".

Una giornata dedicata alla comprensione della multifunzionalità del bosco e, soprattutto, all'argomento di enorme attualità del riconoscimento economico dei servizi ecosistemici che il bosco ci offre. Un'attenzione particolare è andata alla questione - per nulla scontata - dei crediti di carbonio: cosa sono? come si calcolano? chi li certifica? qual è il loro scopo e quale il loro mercato? chi li può acquistare e chi li può vendere? quali i rischi possibili? come si crea un mercato dei crediti di carbonio?

Altrettanto poco scontate sono state la partecipazione dei ragazzi e delle ragazze, la grande competenza dei relatori e la loro non comune capacità di comunicare e mettersi in gioco, dando importanza e dignità tanto al confronto tra pari quanto al dialogo con studenti e studentesse della scuola, in un clima di collaborazione dove la cordialità era direttamente proporzionale alla qualità degli interventi: entrambe altissime.

La giornata si è articolata in un laboratorio al mattino, che ha visto lavorare esperti e ricercatori di calibro internazionale al fianco degli studenti di quarta e quinta della Scuola Forestale di Ormea, per studiare casi concreti di calcolo dei crediti di carbonio con differenti metologie. Dato un bosco, quanti crediti di carbonio se ne possono ricavare?

Al pomeriggio, nell'aula magna della Scuola Forestale, si è tenuto il convegno vero e proprio, che ha profilato uno scenario davvero complesso relativamente alla questione specifica dei crediti di carbonio, con molti aspetti che restano aperti e da chiarire nei prossimi mesi sia per il mondo forestale sia per le aziende che decideranno di investire in questo settore a livello nazionale o regionale. Occorreranno norme chiare e criteri verificabili per evitare i casi di greenwashing e gli abusi, facendo in modo che le aziende investano invece in modo virtuoso in direzioni che premiano la gestione forestale certificata e sostenibile.

Con estrema chiarezza sono emersi invece tre punti. In primo luogo è evidente che sono gli umani ad avere bisogno del bosco e non viceversa e che di conseguenza è essenziale capire quale tipo di gestione, a seconda dei differenti contesti, è in grado di ottimizzare localmente i servizi ecosistemici del bosco di cui non possiamo fare a meno (servizi che spaziano, per esempio, dallo stoccaggio del carbonio al filtraggio delle acque, dalla protezione dei versanti alla mitigazione del clima, dai benefici per la salute umana alla tutela della biodiversità). In ultima istanza, è risultato evidente che gli alberi possono fare molto per mitigare gli effetti della crisi climatica assorbendo e trattenendo (comunque temporaneamente, giova ricordarlo) carbonio dall'atmosfera, ma che tutto è inutile se prima non eliminiamo le emissioni di gas climalteranti. Insomma: aiutiamoci che le foreste ci aiutano.

Come Ente di gestione delle Aree protette delle Alpi Marittime - un Ente che gestisce superfici boscate di grande pregio - non possiamo che essere davvero felici dell'iniziativa patrocinata, ringraziare per gli stimoli e i contenuti ricavati dalla giornata e complimentarci con l'organizzazione.

Ultimo aggiornamento: 13/06/2024

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