Unità Cinofile Antiveleno operative nella lotta al bracconaggio

LIFE WolfAlps EU

Le nuove Unità Cinofile Antiveleno delle Aree Protette delle Alpi Marittime, della Polizia Provinciale di Brescia e del Nucleo Vigilanza Faunistica e Ambientale della Regione Liguria, insieme a quelle precedentemente formate dei militari dell’Arma dei Carabinieri Forestali di Cuneo e di Omegna, della Città metropolitana di Torino e delle Aree Protette Alpi Cozie.

Il 2021 e i primi mesi del 2022 hanno visto un intenso percorso formativo che ha portato alla operatività le Unità Cinofile Antiveleno (UCA) costituite nell’ambito del progetto LIFE WolfAlps EU in Italia e Austria, due dei quattro Paesi alpini coinvolti dal progetto.
Sono sette le nuove Unità Cinofile Antiveleno istituite, sulla base dei risultati e delle metodologie sviluppate durante il precedente progetto LIFE WolfAlps (2013 -2018), integrata con l’esperienza del Centro Cinofili dei Carabinieri di Firenze (per i militari dell’Arma).

In Italia le nuove UCA LWA EU operative sono sei, di cui due previste in Liguria, una in Piemonte, due in Lombardia e una in Veneto. In particolare, il Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dell’Arma dei Carabinieri, partner di progetto, gestisce direttamente tre UCA: in Liguria, Lombardia e Veneto. La seconda unità lombarda è invece frutto di una collaborazione tra Regione Lombardia e la Polizia Provinciale di Brescia, supporter di progetto. L’Ente di Gestione delle Aree Protette delle Alpi Marittime ha istituito l’unità Piemontese condotta da un formatore professionista e quella ligure con la collaborazione del Nucleo Vigilanza Faunistica e Ambientale della Regione Liguria e grazie al supporto del Parco Regionale dell'Antola che ha provveduto all'acquisto del cane.

Le nuove squadre italiane affiancano le quattro Unità Cinofile Antiveleno istituite nell’ambito del precedente progetto LIFE WolfAlps formate da personale della Città Metropolitana di Torino, guardiaparco dell’Ente di Gestione delle Aree Protette delle Alpi Cozie, da militari dell’Arma dei Carabinieri Forestali di Cuneo e di Omegna.

Le nuove Unità Cinofile Antiveleno del Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dell’Arma dei Carabinieri insieme alle unità già operative.

In Austria l’unità cinofila è stata formata dall’Università di Veterinaria di Vienna, Veterinärmedizinische Universität Wien, partner di progetto.

Le unità cinofile così distribuite sul territorio garantiscono un ampio raggio d’azione contro l’uso di bocconi avvelenati, che non solo rappresentano una delle minacce più serie alla conservazione del lupo, ma comportano anche un rischio per numerose altre specie selvatiche nonché per animali da compagnia, come cani e gatti, che potrebbero inavvertitamente finirne vittime.

Perché l’unità cinofila funzioni al meglio è fondamentale che si crei una solida alleanza e reciproca comprensione tra cane e conduttore, attraverso un percorso di training che ha una durata variabile a seconda dell’età del cane e dalla formazione del conduttore, e può durare anche 12 mesi nel caso di un cucciolo.

Sono diverse le razze di cani adatte per questo tipo di attività e rappresentate nelle unità cinofile del LIFE WolfAlps e LIFE WolfAlps: il pastore belga malinois, l’espagnol breton, il pastore australiano, il drahthaar e il pastore tedesco.

Le nuove UCA sono già entrate in azione a seguito di diverse segnalazioni e in diverse regioni portando a termine le ispezioni con successo, in alcuni casi in collaborazione con le Unità Cinofile del precedente LIFE WolfAlps. Lo scorso 3 marzo, dopo la segnalazione della presenza di “esche bocconi” da parte di residenti, è stata effettuata una bonifica delle aree verdi di Gardone Valtrompia, nel Bresciano, da parte della UCA frutto della collaborazione tra Regione Lombardia, partner di progetto, e il supporter Polizia Provinciale di Brescia. L’intervento, condotto dagli agenti della Polizia Provinciale e da Sole, un maschio di drahthaar, ha portato al recupero di parecchi pezzi di carne, verosimilmente imbottiti di veleno (i reperti sono ora all’esame dell’Istituto Zooprofilattico di Brescia), alla raccolta tempestiva del materiale potenzialmente pericoloso e all’avvio delle indagini che, in meno di una settimana, hanno permesso di individuare e denunciare un residente. Fortunatamente, le indagini hanno consentito di appurare che solo un cane ha ingerito sostanze tossiche: sottoposto a terapie veterinarie, non ha subito gravi conseguenze.

In Piemonte, a seguito del ritrovamento della carcassa di uno sciacallo dorato il 17 marzo scorso, sono stati eseguiti due interventi urgenti da parte della nuova unità Aree Protette delle Alpi Marittime con il maschio di drahthaar Virgilio, in collaborazione con le unità istituite nel precedente LIFE di Città Metropolitana di Torino e delle Aree Protette Alpi Cozie. Nel sopralluogo non sono state trovate esche. Anche in Provincia di Savona l’unità cinofila formata dal conduttore Nucleo Vigilanza Faunistica e Ambientale della Regione Liguria e dal maschio di drahthaar Sax è entrata in azione tra marzo e aprile in cinque occasioni, di cui tre a scopo preventivo nei comuni di Varazze e Stella, e due in urgenza.


Pubblicata il 29/04/2022
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