Entracque: un paese, due anime

Dal territorio

Entracque dal Monte Ray | A. Rivelli

"Dal territorio": la pagina dedicata ai 17 comuni delle Aree Protette Alpi Marittime. Uno spazio per presentare le azioni e i progetti degli Enti locali che costituiscono i nostri Parchi e Riserve. L'appuntamento con "Dal territorio" questa volta è con il sindaco di Entracque, Gianpietro Pepino.


In Entracque convivono due anime quella di borgo alpino e moderna località turistica. Il paese è disteso al sole in una conca glaciale della Valle Gesso, fra le acque di tre torrenti e sul confine di due mondi minerali contrapposti, quello del massiccio cristallino dell’Argentera e della copertura sedimentaria. Entracque offre un ampio ventaglio di esperienze, dalle passeggiate per il tranquillo centro storico ad un gran numero di sport all’aria aperta: sci di fondo e alpino, ciaspole e scialpinismo, quando c’è la neve e per il resto dell’anno escursioni di ogni difficoltà, bicicletta, arrampicata, ferrate, pesca sportiva...
Ad amministrare il paese che in molti riconoscono come un piccolo paradiso è Gian Pietro Pepino. Sindaco al sesto mandato, per due è stato presidente del Parco e promotore della costruzione del Centro Uomini e Lupi.

Meglio vivere in montagna o in città? È una questione oggetto di un recente dibattito sui media, lei cosa risponde?
La montagna non è tutta uguale. Con un po’ di orgoglio posso dire che a Entracque abbiamo servizi di ottimo livello, in alcuni casi superiori a quelli offerti dalle città. Stiamo lavorando per fare in modo che si arresti lo spopolamento, in particolare delle coppie giovani con bambini. Su questo abbiamo investito molto. Per esempio, a spese del Comune, proponiamo durante l’anno scolastico un servizio di tempo pieno; finita la scuola, sino ai primi di luglio, i giovani studenti sono coinvolti in un progetto che li impegna tutte le mattine e poi possono frequentare l’estate ragazzi. Un’offerta molto importante per i genitori. Oltre a ciò, il paese propone Sport Young, iniziativa con l’olimpionica Elisa Rigaudo che dà la possibilità di frequentare diverse attività sportive. Sosteniamo le famiglie con bambini che frequentano le scuole di valle con un bonus di 300 euro per ogni figlio e per quelle che hanno figli che fanno le superiori a Cuneo c’è il contributo per il bus che, a seconda dell’andamento scolastico e dell’Isee, arriva a coprire quasi completamente il costo dell’abbonamento. Quest’autunno realizzeremo la nuova biblioteca e uno spazio di co-working nel salone Maria Josè: l’idea è di consentire alle persone di avere uno spazio tranquillo, dotato di collegamento alla banda larga, per lavorare e per offrire spazi per la Dad. Il tutto sarà accessibile anche a chi ha disabilità. Un servizio importante per tutti è l’ambulatorio infermieristico aperto tutti i giorni e gratuito per varie prestazioni, dalle medicazioni ai prelievi.
Tra i progetti che andranno a vantaggio delle famiglie c’è anche la costruzione all’ingresso del paese di una nuova scuola per le classi dell’infanzia e primaria. L’opera (2,5 milioni) è prima nella graduatoria di un finanziamento pubblico e in attesa della conferma definitiva da parte del Ministero competente.
La qualità della vita a Entracque è alta ma per vivere in montagna è evidente che bisogna che ti piaccia la montagna. E per viverci bisogna avere la “testa da montanaro”. Bisogna essere flessibili e adattabili a svolgere più lavori nell’arco dell’anno. Le possibilità ci sono.
Il momento più difficile per una famiglia che vive in paese è quando i figli fanno le superiori. Il viaggio è penalizzante, la giornata dello studente è lunga, con tempi morti per i trasferimenti. Fino alle medie ci sono solo vantaggi e dopo le superiori abitare a Entracque o a Cuneo non fa molta differenza.

Servizi eccellenti, tranquillità, bellezza della località ma il numero degli abitanti non torna a salire.
Ora abbiamo poco più di 770 abitanti, risultato anche di un serrato controllo di residenze fittizie nelle seconde case. Non ho ancora assistito in questi anni di amministrazione ad un aumento del numero dei residenti ma ad un riequilibrio della struttura di popolazione per fasce di età, si. Fino ad una decina di anni fa a crescere era solo il numero degli anziani mentre ora stanno aumentando i giovani. Abbiamo destinato molte risorse al potenziamento dei servizi e, negli ultimi due anni, si sono stabiliti in paese una trentina di nuovi abitanti tra genitori e bambini. Nell’anno scolastico 2022/23 avremo 25 bambini alla scuola materna che per noi è un numero altissimo.
Ho fatto un’analisi sui comuni montani della provincia sopra i 700 metri di quota e negli ultimi 60 anni risalta il fatto che Entracque ha perso “solo” il 28, 85% degli abitanti ed è tra i tre, insieme a Limone e Bossolasco, che hanno avuto la flessione minore.
Teoricamente siamo tra quelli fortunati. Purtroppo non basta perché a mio parere la soglia degli 800 abitanti e una sana strutturazione della popolazione per fasce di età è quella minima per essere nelle condizioni di garantire i servizi per gli abitanti. Per questo ho fortemente criticato le politiche di finanziamento dei bandi piccoli borghi e residenzialità. Quando hai 50 abitanti anche se ti arrivassero altri 50 residenti la situazione non cambierebbe, non si riuscirebbe a far vivere il paese. A mio parere bisogna investire nei comuni dove c’è ancora un tessuto sociale prima che si sfilacci irreversibilmente.

Cambiando argomento, la stagione sciistica della “Valanga arancio”, che è una sua creatura, ha di nuovo registrato grandi risultati.
Nelle categorie giovanili di biathlon e di sci di fondo siamo ai vertici nazionali. E’ un risultato positivo per la valle Gesso e anche per i comuni vicini che nasce da vent’anni di lavoro. In valle c’erano due sci club, uno a Valdieri e l’altro a Entracque che si barcamenavano con pochi ragazzi. Decidemmo per la fusione e ci appoggiammo all’allenatore Alessandro Biarese, di cui nei giorni scorsi c’è stata la ricorrenza della morte prematura, che mi disse “Il nostro obiettivo deve essere quello di fare lo sci club più forte del Piemonte”. In cuor mio avevo ambizioni ancora più alte. Capii, man mano che crescevamo, che accanto al lavoro sui campi da fondo bisognava anche avere spazi e ruoli nella Fisi e quindi sono diventato consigliere e vicepresidente regionale e poi ho fatto parte del consiglio federale per un mandato. In queste vesti ho avuto incarichi di responsabile per lo sci nordico e per il biathlon; un’occasione in cui ho conosciuto bene questo mondo e ho acquisito competenze che ho trasmesso allo sci club. In questi anni siamo cresciuti moltissimo e abbiamo quasi cento atleti.
I risultati agonistici sono importanti, ma lo è altrettanto il processo che abbiamo seguito che è stata la chiave di volta per una buona gestione del Centro di fondo di Entracque, assunta dallo sci club. Con esso si superano una serie di ostacoli e di contrapposizioni di interessi tra chi si deve allenare e chi deve guadagnare. Tutto questo a vantaggio dello sport e della qualità delle piste. Per consentire gli allenamenti siamo sempre tra i primi ad inaugurare la stagione e tra gli ultimi a chiuderla.
Il Centro di fondo, oggi, con lo sci club, ha una gestione ottimale e si avvale di tecnici di alto livello. E’ stata un’esperienza molto positiva perché permette di aumentare l’attività dei maestri di sci e di dare uno sbocco lavorativo ai ragazzi più bravi. Alcuni sono stati arruolati per meriti sportivi altri collaborano nella gestione delle piste e nell’associazione temporanea che gestisce la piscina.
Sono orgoglioso del risultato raggiunto soprattutto perché siamo riusciti a costruire un modello di gestione efficiente che continua a crescere autonomamente consentendomi di limitare la mia presenza al ruolo di tifoso. Credo che riuscire a costruire qualcosa che possa essere trasmesso ad altri senza perdere di efficacia sia la massima aspirazione per un amministratore pubblico. Con la Valanga Arancio ci siamo riusciti!

Non è preoccupato per il cambiamento climatico?
Molto, perché la quota dei nostri impianti è quella più minacciata dal cambiamento. Per questo, negli anni dell’Olimpiadi 2006, abbiamo fatto degli investimenti a Esterate. La località è a maggiore altezza e in una zona favorevole come esposizione per qualità e quantità della neve. Se la Regione, come anticipato, farà un pacchetto di investimenti per le stazioni invernali è nostra intenzione realizzare a Esterate un impianto di innevamento artificiale.
Nel frattempo, per valorizzare il lavoro fatto nell’attuale Centro di fondo, realizzeremo il primo lotto di una pista di skiroll che avrà uno sviluppo di 1.800 metri. L’opera completa avrà uno sviluppo di 2.500 metri. L’impianto finanziato al 50% dalla Regione Piemonte sarà adatto ad ospitare le gare sia nazionali sia internazionali e consentirà agli atleti di allenarsi in sicurezza.
Stiamo anche investendo sugli impianti di risalita. Nei piani dell’amministrazione c’è la valorizzazione della frazione di Santa Lucia dove, dopo aver fatto il “tapis roulant” per i principianti prevediamo di riqualificare l’area di accesso agli impianti sciistici.

Prodotto bandiera di Entracque è la patata, che è anche diventata un ottimo strumento di marketing territoriale.
La rivalorizzazione della patata di Entracque è stata un’iniziativa importante e solida, perché si fonda su una tradizione storica vera. Il progetto ha ricadute positive anche per l’immagine del paese, ma ci sono ancora margini di miglioramento sia per l’aumento della produzione sia della commercializzazione. Recentemente in ambito agricolo è stato fatto un grosso investimento legato alle alpi pascolive e alla gestione forestale nel vallone del Sabbione dove sono state migliorate la viabilità d’accesso, l’approvvigionamento di energia elettrica con la costruzione di micro centraline e la dotazione di abbeveratoi per il bestiame in alpeggio.

Un’operazione che ha anche altre finalità.
L’intervento ha anche una valenza turistica. Il Vallone del Sabbione è poco frequentato perché ha uno sviluppo molto lungo. Un terreno ideale per l’e-bike. Per questo lavoreremo per creare un anello di cicloalpinismo attraverso il Colle del Vei del Bouc che è già stato recuperato sul versante di San Giacomo dalle squadre degli operai forestali della Regione. Vorremmo anche collegarci, attraverso la Bassa di Peirafique al Colle di Tenda e all’Alta Via del Sale. Per questo itinerario dobbiamo trovare un accordo con il Parc national du Mercantour che nel suo regolamento prevede il divieto al passaggio delle biciclette. Stiamo anche valutando di costruire in zona un rifugio a disposizione di escursionisti e ciclisti.

Il Comune è stato colpito dalla tempesta Alex nell’autunno 2020. A che punto sono i lavori?
Sul territorio di Entracque abbiamo avuto danni per oltre quattro milioni di cui 1,5 di questi per il solo Comune. I lavori di recupero sono a buon punto: nel Vallone della Rovina sono stati già investiti in opere più di 480 mila euro; 120.000 a San Giacomo e ora devono essere avviati ulteriori ripristini pari a 200 mila euro. Circa 150 mila euro sono destinati ai ponti sul Bousset di Tetto Cros e Tetto Toni Loup. Il Parco è intervenuto, in collaborazione con il Comune, sull’area attrezzata della Piastra e sulla strada per il rifugio Ellena-Soria. Abbiamo ancora un intervento candidato al PNRR pari a 560 mila euro per completare il recupero dell’area di San Giacomo con scogliere di protezione, l’allungamento della campata del ponte sul Gesso e la ricostruzione del parcheggio in destra orografica del torrente. La Provincia ha fatto grandi opere di ripristino e miglioramento della strada.

Quale sviluppo vede per il Parco?
Non è un mistero che sia contro la creazione da parte della Regione degli Enti di gestione che, a mio giudizio, implica pesanti responsabilità per chi a suo tempo fece questa scelta. Il percorso del Parco delle Alpi Marittime era ben tracciato verso il traguardo di Parco nazionale e poi del Parco internazionale con il Parc du Mercantour. Un processo che è stato stoppato dalla scelta di creare un unico Ente di gestione di diverse aree protette in nome di una presunta quanto malintesa maggiore efficienza.
Ad oggi non ci sono le possibilità per diventare un parco nazionale per l’eterogeneità del territorio. Ritengo che di questa scelta ne abbia risentito l’efficacia dell’azione del Parco sul nostro territorio: la distribuzione delle aree protette fa in modo che ci sia meno presenza di personale.

E le ricadute del Parco come le valuta?
Le ricadute sono molto buone, soprattutto in termini di immagine e anche in termini di investimenti. Avrebbero potuto essere ottime se non ci fosse stato impedito di completare il nostro percorso.

Entracque è tra i comuni con maggior superficie forestale del Piemonte, lei che è un appassionato raccoglitore di funghi può consigliare ai lettori una zona per non tornare a mani vuote?
(Sorride) Il mio suggerimento è: “Bisogna guardare vicino ai faggi”; lo stesso consiglio che mi diede un giorno l’ex guardiaparco Dino (Bernardo Giraudo), uno dei più grandi fungaioli di Entracque che ora è ospite della casa di riposo.


Pubblicata il 19/05/2022
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