Capre in alpeggio: ci sono regole da rispettare

Regolamento forestale

Pecore al pascolo nelle Navette | N. Villani.

"Trucioli”, settimanale d’informazione sulla Liguria di Ponente, ha dedicato alcuni giorni fa un articolo ad Aldo Lomanto, pastore di Albenga che nell’estate sale con i suoi milleduecento capi, tra pecore brigasche e capre, nelle Navette, in alta Valle Tanaro. L’area, celebre per il suo secolare bosco di larici, si trova amministrativamente in territorio piemontese (Comune di Briga Alta) ma, in virtù di una posizione al confine tra due Stati e due Regioni italiane, ha porzioni che sono proprietà di Comuni liguri (Montalto-Carpasio, Pornassio, Cosio d’Arroscia, Mendatica, Montegrosso) e francesi (Tenda).

La gestione delle Navette è affidata alle Aree Protette delle Alpi Marittime, cui fanno capo sia il Parco regionale del Marguareis, sia la locale Zona Speciale di Conservazione.
Nel pezzo pubblicato su “Trucioli” Lomanto dichiara di trovarsi in difficoltà in quanto “il Parco Alpi Marittime ha posto il divieto di pascolo per le capre”. Un’affermazione che richiede alcune precisazioni. Tralasciando la giustificabile confusione circa la denominazione dell’Ente, va rimarcato che le Aree Protette si attengono - e non potrebbe essere diversamente - all’applicazione di quanto stabilito dalla legislazione vigente. In particolare, per quanto riguarda il pascolo in bosco, su tutto il territorio regionale il Regolamento forestale fissa dei limiti molto stringenti e vieta espressamente il pascolamento con capre, poiché questi animali tendono a incidere negativamente sulla rinnovazione delle essenze forestali.

Tale norma giuridica, vecchia di alcuni anni, non è stata applicata nei contratti in essere, facendo correttamente prevalere le condizioni originali di accordo. Come nel caso di Lomanto. Al momento del rinnovo, i Comuni sono però tenuti a rispettare la legislazione della Regione Piemonte. E così ha fatto, al momento dell’emissione del bando per l’assegnazione per sei anni dell’alpe “Fascia Pornassina”, il Comune di Mendatica, specificando il divieto di pascolo per il bestiame caprino. È possibile che tale passaggio sia sfuggito a Lomanto. Senza dubbio l’attenzione è stata maggiore da parte di altri pastori che alpeggiano in alta Valle Tanaro, i quali per soddisfare le regole vigenti si sono mossi per tempo riducendo il numero di capi in alpeggio e rinunciando a monticare capre.
La partita comunque non è chiusa. In realtà il Regolamento apre alla possibilità di deroghe, se tecnicamente giustificate, che devono essere autorizzate dalla Regione. Un iter che l’Ente di gestione non esclude di seguire e rispetto al quale ha avviato un confronto con gli uffici regionali.


Pubblicata il 16/06/2022
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