Monitoraggio e ricerca
Online la stima della consistenza della popolazione di lupo nelle regioni alpine 2023/2024
Monitoraggio e ricerca
Disponibile e scaricabile il report "Stima della consistenza della popolazione di lupo nelle regioni alpine 2023/2024", coordinato nell’ambito del progetto LIFE WolfAlps EU, concluso a settembre 2024.
Dopo la realizzazione del primo campionamento standardizzato a scala nazionale del lupo nel 2020-2021, la nuova indagine 2023-2024, disponibile online, è stata sviluppata in continuità metodologica con le Linee Guida e Protocolli per il monitoraggio del lupo in Italia, predisposte da ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), e ha interessato esclusivamente le Regioni alpine italiane (Liguria, Piemonte, Valle d'Aosta, Lombardia, provincia autonoma di Trento, provincia autonoma di Bolzano, Veneto, Friuli Venezia Giulia).
Questo report aggiorna la stima di consistenza e distribuzione della popolazione alpina, garantendo la comparabilità dei risultati nel tempo e consolidando il sistema di monitoraggio a lungo termine, basato su standard scientifici condivisi e su una rete stabile di operatori formati.
Il campionamento 2023-2024 ha quindi ripreso l'approccio adottato nel 2020-2021, concentrandosi sulle regioni alpine italiane, ed è stato condotto con un approccio integrato sistematico e opportunistico, con la collaborazione di operatori istituzionali e volontari del Network Lupo Regioni Alpine, attivo dal 2020. Tale rete ha assicurato la raccolta e la verifica di dati di presenza, di campioni biologici, di immagini e video ripresi dalle fototrappole.
Il coordinamento è stato realizzato dal Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi (DBIOS) dell'Università di Torino, insieme al Centro di referenza dei Grandi Carnivori del Piemonte, ISPRA e ai responsabili delle amministrazioni regionali.
La nuova stima complessiva di lupo nelle regioni alpine italiane è di 1.124 individui; poichè non è possibile contare ogni singolo individuo, la stima è accompaganata da un intervallo di credibilità (Credibility Interval, CI) al 95%, compreso tra 980 e 1316 individui, distribuiti tra i settori centro-occidentale e centro-orientale delle Alpi e tra le diverse regioni.
Per quanto riguarda il Piemonte, la stima della consistenza del lupo è di 464 esemplari (CI 95%: 407 - 542).
Confrontando la stima riferita al periodo 2020-2021, è stato possibile stimare il tasso di crescita annuale della popolazione, individuando differenze tra i settori alpini: nel settore centro-orientale, il tasso di crescita è più elevato, indicativo di una fase di espansione demografica più marcata, mentre nel settore centro-occidentale il tasso è più contenuto, coerente con una popolazione ormai prossima alla stabilizzazione.
Considerando l'intera popolazione delle regioni alpine italiane nel complesso, il tasso di crescita annuale è stimato a 1.06 (1.00 - 1.12).
I risultati indicano una situazione di espansione rispetto al 2020-2021, con la maggior parte della popolazione concentrata tra Liguria, Piemonte e Valle d'Aosta, dove il lupo si è progressivamente esteso dalle aree montane, ormai ampiamente occupate, verso contesti collinari, di pianura e più urbanizzati.
Nelle regioni centro-orientali, invece, la crescita è più rilevante rispetto alla precedente stima, accompagnata da un'espansione nei territori alpini e prealpini.
L'attività di monitoraggio ha confermato l'efficacia della rete operativa e la robustezza della metodologia adottata, fornendo una base scientifica aggiornata per la gestione coordinata e la conservazione del lupo a scala delle regioni alpine e nazionale.
Solo in Piemonte sono stati percorsi 679 transetti, con un totale di 3351 repliche e di 5192,26 km di transetti per una replica; in totale, i volontari e gli operatori addetti al monitoraggio hanno percorso 25633,16 km.
Infine, considerando che la popolazione alpina di lupo continua a rappresentare un'unità transfrontaliera condivisa con Francia, Svizzera, Austria e Slovenia, il monitoraggio viene realizzato in stretta collaborazione con i partner internazionali nell'ambito del Wolf Alpine Group (WAG) e condiviso con il Large Carnivore Initiative for Europe (LCIE) dell'IUCN (International Union for the Conservation of Nature).